Matteo Arnaldi è pronto a tornare in campo dopo lo US Open. Mercoledì il numero 37 del mondo farà il suo esordio al Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships, ATP 500 in programma all’Ariake Colosseum di Tokyo, dove affronterà il giovane giapponese Rei Sakamoto.
Per il sanremese sarà un appuntamento importante anche per ritrovare continuità dopo una fase della stagione complicata dagli infortuni e da risultati inferiori alle aspettative.
Arnaldi ritrova Sakamoto dopo Shanghai
L’avversario del primo turno sarà il 20enne Rei Sakamoto, numero 137 del ranking ATP e presente nel tabellone principale grazie a una wild card. Tra i due esiste già un precedente, risalente allo scorso autunno.
Arnaldi aveva infatti battuto il giapponese al primo turno del Masters 1000 di Shanghai, imponendosi per 7-6(3), 6-4. In caso di nuova vittoria, l’azzurro potrebbe incrociare Carlos Alcaraz al secondo turno, ma lo spagnolo dovrà prima superare Alex Michelsen.
A Tokyo per ritrovare continuità
Il torneo giapponese rappresenta anche un’occasione per Arnaldi di invertire la rotta dopo un’estate complicata. Due anni fa il ligure era stato eliminato al debutto a Tokyo, mentre nel 2025 si era fermato al turno decisivo delle qualificazioni.
Questa volta, invece, il numero 37 ATP è entrato direttamente nel main draw grazie alla classifica consolidata dopo la splendida semifinale raggiunta al Roland Garros.
Dopo Parigi arrivano settimane difficili
La grande cavalcata sulla terra parigina, conclusa con il ritiro poco prima del derby contro Flavio Cobolli, aveva lasciato spazio a un periodo complicato. Dopo il Roland Garros, Arnaldi ha raccolto un bilancio di quattro vittorie e sette sconfitte, con appena due successi nei tabelloni principali.
L’ultima vittoria risale al secondo turno del Masters 1000 di Montreal. Da quel momento sono arrivate tre sconfitte consecutive, fino all’eliminazione allo US Open.
Il problema al piede ha condizionato l’estate
A complicare ulteriormente il rendimento del sanremese è stato anche un problema al piede sinistro, comparso a partire dall’ATP 500 di Washington e che lo aveva costretto al ritiro nel match contro Lorenzo Musetti.
Il problema si è aggiunto a quello già accusato a inizio stagione al piede destro, condizionando anche la sua concentrazione durante le partite.
Sakamoto, la nuova speranza del tennis giapponese
Dall’altra parte della rete ci sarà un giocatore in grande crescita. Sakamoto ha raggiunto proprio la scorsa settimana il best ranking al numero 133 ATP ed è considerato una delle principali promesse del tennis giapponese.
Classe 2006 e nato a Nagoya, il giovane giapponese ha già conquistato tre titoli Challenger tra il 2024 e il 2025. Nel 2026 ha inoltre superato per la prima volta le qualificazioni di uno Slam, agli Australian Open, prima di arrendersi in cinque set a Rafael Jodar.
Dalle prime vittorie ATP alla Coppa Davis
Sakamoto ha poi trovato a Miami la sua prima vittoria nel circuito maggiore, riuscendo a ripetersi allo US Open, dove era arrivato ancora una volta dalle qualificazioni.
A settembre è arrivato anche il debutto in Coppa Davis, impreziosito dal successo sul neozelandese Anton Shepp. Un percorso che gli ha permesso di costruire una posizione interessante nella Race verso le Next Gen ATP Finals di Reggio Calabria.
Sakamoto quinto nella Race Next Gen
Il giapponese occupa attualmente il quinto posto nella relativa Race con 321 punti, appena dietro all’italiano Federico Cinà, quarto a quota 344.
Nei main draw ATP, invece, Sakamoto ha perso entrambe le sfide disputate contro giocatori italiani: oltre al precedente contro Arnaldi, a gennaio era stato sconfitto in due set da Lorenzo Sonego a Hong Kong.
Ora toccherà nuovamente a lui affrontare un italiano. Arnaldi riparte da Tokyo con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle le difficoltà degli ultimi mesi e provare a rimettere in moto la propria stagione.




