Matteo Berrettini saluta il Masters 1000 di Shanghai con tanti rimpianti. Il romano è stato eliminato al secondo turno dallo statunitense Brandon Nakashima, numero 19 del ranking ATP e sedicesima testa di serie, che si è imposto con il punteggio di 7-6(4), 7-5 in un’ora e 52 minuti.
Una partita decisa da pochi episodi, nei quali l’americano è riuscito a essere più concreto. Berrettini ha chiuso con 36 vincenti, il doppio rispetto ai 18 dell’avversario, ma anche con 32 errori gratuiti contro i 16 di Nakashima. Un dato che racconta bene la differenza tra i due nei passaggi decisivi.
Tre palle break sprecate e un tie-break amaro
Il primo set è stato equilibrato fin dalle battute iniziali. Berrettini ha avuto tre occasioni consecutive per strappare il servizio a Nakashima nel quinto game, ma lo statunitense è riuscito a salvarsi infilando cinque punti di fila dopo essere stato sotto 0-40.
Il romano ha continuato a reggere al servizio, portando il parziale al tie-break. Qui, però, il diritto lo ha tradito nei momenti più importanti: dopo aver perso un mini-break, Berrettini ha commesso altri errori che hanno permesso a Nakashima di chiudere 7-4. Per l’azzurro è stato il terzo tie-break consecutivo perso.
Il break nel finale condanna Berrettini
Nella seconda frazione l’italiano ha continuato a tenere il ritmo, mentre Nakashima ha concesso qualche punto in più alla battuta. L’equilibrio è rimasto intatto fino al 5-5, con Berrettini che ha trovato nel servizio un alleato prezioso per uscire dalle situazioni complicate.
L’undicesimo game ha però cambiato tutto. La prima di servizio ha smesso di funzionare e il romano si è ritrovato a fronteggiare tre palle break consecutive. Ha annullato la prima, poi un doppio fallo ha consegnato il vantaggio all’americano. La frustrazione è esplosa con la racchetta distrutta a terra.
Nakashima non ha tremato nel game successivo e ha chiuso al secondo match point, sfruttando un diritto incrociato di Berrettini finito in rete.
Per il romano resta la consapevolezza di aver giocato una partita combattuta, ma anche il rammarico per le occasioni mancate. Lo statunitense prosegue invece il cammino a Shanghai e al terzo turno attende il vincente della sfida tra Alexander Bublik e Tomas Machac.




