Jannik Sinner archivia l’inizio di stagione e si proietta su Indian Wells. Dopo la semifinale agli Australian Open e la sconfitta nei quarti a Doha contro Mensik, il tennista azzurro è pronto a cambiare registro nel primo Masters 1000 dell’anno. La parola d’ordine è una sola: spingere.
La lezione di Doha
Il passo falso in Qatar ha lasciato una traccia. Sinner ha analizzato la sconfitta con Mensik, avversario che potrebbe ritrovare anche sul cemento californiano, e ha individuato il problema. “A Doha ho rallentato un po’ troppo il mio gioco, pensando un po’ troppo alle variazioni“, ha spiegato l’altoatesino. Un approccio che non ha pagato. Per questo, la preparazione al torneo statunitense è stata intensa, con una settimana e mezza di allenamenti mirati in campo e in palestra. “Adesso stiamo provando a spingere di nuovo“, ha confermato, sentendosi di nuovo in forma per affrontare il torneo.
Obiettivo America
La fiducia non manca. Sinner si presenta al via dello swing americano con la consapevolezza dei propri mezzi. “So che posso vincere il torneo, ma so anche che posso perderlo prima“, ha dichiarato, mostrando equilibrio. Il focus è sul primo Masters 1000 dell’anno, un appuntamento definito “speciale” nonostante le difficoltà legate al vento. La testa è già proiettata anche a Miami, dove storicamente si trova a suo agio. La stagione è lunga. “Il lavoro mi ha sempre portato al successo”, ha affermato. “Siamo concentrati su di noi e speriamo di ripartire da qua con un buon feeling”.




