Berrettini riparte da Montecarlo: "Non mi sento inferiore a nessuno"
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Berrettini riparte da Montecarlo: “Non mi sento inferiore a nessuno”

Matteo Berrettini, dopo il debutto vincente a Montecarlo, riflette sul suo percorso. L’azzurro punta a tornare competitivo, forte della sua esperienza e del suo ruolo di riferimento per i giovani talenti italiani.

Matteo Berrettini ha iniziato il suo percorso a Montecarlo con una vittoria. L’azzurro, che si avvicina ai trent’anni, ha espresso una rinnovata fiducia nel suo futuro tennistico, superando i dubbi passati e concentrandosi sul piacere di giocare.

Il ritorno in campo e la mentalità

Il tennista romano ha debuttato nel torneo monegasco con un successo nel doppio, al fianco di Andrea Vavassori. Nel singolare, ha beneficiato del ritiro di Roberto Bautista Agut sul 4-0. Il tennis è la sua vita. Berrettini ha dichiarato che rappresenta una motivazione costante. Ha cambiato prospettiva, cercando di godere ogni istante sul campo senza farsi sopraffare dalla pressione. La sua classifica, attualmente al numero 90, è migliorata rispetto al 142 di marzo 2024. Una risalita che lo aveva già riportato tra i primi trenta. La pazienza, ammette, non è la sua dote principale. Con l’età sta imparando a gestirla.

Il team e gli obiettivi

La scelta di collaborare con il coach Thomas Enqvist e Alessandro Bega riflette questa nuova fase. Insieme, hanno costruito un team che condivide la stessa visione: tornare ai vertici della competitività. Berrettini si allena con serenità. Guarda al futuro con l’obiettivo di apprezzare i traguardi raggiunti e quelli ancora da conquistare. La finale di Wimbledon, raggiunta quasi cinque anni fa, rimane un punto fermo nella sua carriera. Un risultato che conferma il suo valore da ex numero sei del mondo.

Continuità e sfide future

Per riavvicinarsi a quel livello, Berrettini individua nella continuità il fattore chiave. Se in allenamento i progressi sono evidenti, in partita l’aggressività non è ancora costante per tutta la durata degli incontri. A Montecarlo, la prossima sfida lo vedrà opposto a Daniil Medvedev. L’azzurro non ha mai dubitato della sua capacità di confrontarsi con i migliori. “Non mi sento inferiore a nessuno”, ha detto. Il “clic” per la ripartenza, secondo lui, arriva dalla consapevolezza che i risultati sono il frutto di un percorso costante, dove la mentalità gioca un ruolo centrale.

Un punto di riferimento per il tennis italiano

Alla soglia dei trent’anni, Berrettini si percepisce come una figura di riferimento per la nuova generazione di tennisti italiani. Ha rivelato di aver ricevuto una telefonata da Lorenzo Musetti dopo Indian Wells. Musetti gli chiedeva consigli sulla gestione del rientro da un infortunio. Questo lo rende felice. Lo spinge a mantenere alta la concentrazione. Il tennis italiano, con quattro giocatori tra i primi venti, è una forza a livello mondiale. “Siamo un bel gruppo e ci aiutiamo a vicenda”, ha concluso Berrettini.