Monaco attende il suo re. Sul Campo Centrale, alle 13:30, andrà in scena una finale che mette di fronte due interpretazioni opposte del tennis su terra battuta: da una parte la solidità di Flavio Cobolli, dall’altra la potenza di Ben Shelton. In palio c’è il titolo dell’ATP 500 bavarese.
La solidità di Cobolli
Flavio Cobolli arriva all’ultimo atto con grande consapevolezza. La vittoria in semifinale contro l’idolo di casa, Alexander Zverev, è stata una dimostrazione di forza mentale e tattica. L’azzurro ha saputo gestire la pressione di un intero stadio, trovando le chiavi per disinnescare il gioco del tedesco. Ora insegue il suo secondo titolo ATP 500. La missione non è impossibile. Sebbene Shelton conduca 3-2 nei precedenti, Cobolli ha vinto l’ultimo scontro diretto sulla terra battuta, a Ginevra nel 2024, con una rimonta che fa ben sperare.
Shelton, la potenza che si adatta al rosso
Dall’altra parte della rete c’è Ben Shelton, testa di serie numero 2. Un giocatore atipico per questa superficie. Il suo tennis si fonda su un servizio esplosivo e accelerazioni fulminee, armi solitamente letali sul cemento. L’americano, però, ha lavorato per adattarsi al mattone tritato, migliorando le rotazioni mancine e la fase difensiva. La chiave per Cobolli sarà variare il più possibile, togliere ritmo all’avversario e chiamarlo fuori dalla sua zona di comfort, magari con palle corte e cambi di traiettoria.




