Sabalenka e i big del tennis minaccian di boicottare il Roland Garros: "Lottiamo per i nostri diritti"
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Sabalenka e i big del tennis minaccian di boicottare il Roland Garros: “Lottiamo per i nostri diritti”

Aryna Sabalenka, numero uno WTA, minaccia il boicottaggio del Roland Garros per i premi ritenuti troppo bassi. E non è la sola

Aryna Sabalenka alza la voce e non esclude un’azione clamorosa. La numero uno del mondo ha messo in discussione la sua partecipazione al Roland Garros se il montepremi non verrà ritenuto adeguato: “A un certo punto, potremmo boicottare”, ha dichiarato la tennista in una nota condivisa con altri 20 big del tennis tra cui anche Alcaraz e Sinner, definendo questa mossa come “l’unico modo per lottare per i diritti”.

Le cifre e la richiesta dei tennisti

Il cuore del problema sono i guadagni. Il Roland Garros ha annunciato un aumento del 9,5% del montepremi per il 2026, portandolo a 61,7 milioni di euro, con 2,8 milioni destinati ai vincitori dei singolari. Cifre che i giocatori ritengono ancora insufficienti rispetto ai ricavi totali generati dagli Slam. La proposta avanzata dai tennisti è chiara: ottenere una quota fissa del 22% dei ricavi per tutti i tornei. “Lo spettacolo dipende da noi”, ha insistito Sabalenka, sottolineando come senza gli atleti non esisterebbe l’intrattenimento offerto dai grandi eventi.

La linea diplomatica di Iga Swiatek

Non tutti, però, sposano la linea dura. Iga Swiatek, numero tre del ranking WTA, pur considerando “ragionevole” la richiesta del 22%, definisce il boicottaggio “una situazione un po’ estrema”. La tennista polacca punta sulla diplomazia e sul dialogo con gli organi di governo del tennis: “Spero che prima del Roland Garros ci sia l’opportunità di avere questo tipo di incontri”, ha concluso, auspicando una negoziazione costruttiva.