Rod Laver resta una figura unica nella storia del tennis. È il solo tennista uomo ad aver completato il Grande Slam in due diverse stagioni, nel 1962 e nel 1969. Un record reso ancora più leggendario da un dettaglio. Per cinque anni, nel pieno della sua carriera, gli fu vietato di partecipare ai tornei Major.
La scelta che cambiò la carriera
Negli anni Sessanta il tennis era spaccato in due. Da una parte i dilettanti, gli unici ammessi a competere nei tornei dello Slam, dall’altra i professionisti, esclusi dai palcoscenici principali. I dilettanti, secondo le regole dell’epoca, non potevano guadagnare denaro dallo sport. Laver, dopo aver conquistato il suo primo Grande Slam nel 1962 da dilettante, scelse di passare al professionismo l’anno seguente. Questa decisione gli costò l’esclusione dai quattro tornei più prestigiosi del circuito. Per cinque stagioni, dal 1963 al 1968, il suo nome non comparve nei tabelloni di Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open, proprio negli anni della sua massima maturità atletica.
Il ritorno da dominatore e il secondo sigillo
Il cambiamento arrivò nel 1968 con l’avvento dell’Era Open. Le porte dei Major si riaprirono finalmente anche ai professionisti, ponendo fine a una distinzione che aveva penalizzato una generazione di campioni. Laver non perse tempo. Rientrato nel circuito che conta, dimostrò subito di essere ancora il punto di riferimento. L’apice lo raggiunse nel 1969, quando compì un’impresa mai più eguagliata nel tennis maschile: completò il suo secondo Grande Slam, questa volta da professionista. La sua carriera si concluse con un totale di undici titoli Major. Resta il dubbio su quanti trofei avrebbe potuto aggiungere al suo palmarès senza quel lustro di assenza forzata.




