“Ho attraversato momenti difficili con il mio corpo negli ultimi sei-otto mesi”. Novak Djokovic si presenta al Roland Garros 2026 con questa consapevolezza, ma senza perdere la convinzione nei propri mezzi. Il campione serbo, affiancato dal nuovo coach Viktor Troicki, arriva a Parigi dopo aver disputato una sola partita sulla terra battuta, persa a Roma contro Dino Prizmic. Un test che si è rivelato fondamentale. “Ero lontano dall’essere pronto per competere, ma avevo bisogno di quella partita,” ha spiegato Djokovic, confermando che la preparazione degli ultimi dieci giorni ha dato risposte positive.
L’elogio a Sinner e la sfida al vertice
Durante il Media Day parigino, Djokovic ha dedicato parole di stima a Jannik Sinner, che a Roma ha completato il Career Golden Masters. “Voglio congratularmi di nuovo con lui. È un’impresa incredibile,” ha affermato il serbo. Ha poi riconosciuto la crescita dell’italiano anche sulla terra battuta, una superficie su cui alcuni nutrivano dubbi. “Ha dimostrato che è così anche lì, ed è davvero straordinario.” Djokovic, l’unico altro tennista ad aver raggiunto tale traguardo, ha sottolineato la difficoltà dell’impresa e il potenziale di Sinner. “Forse è nel miglior momento della sua vita, e senza Carlos aumenta ancora di più le sue possibilità di vincere altri titoli Slam. Siamo tutti qui per cercare di batterlo.”
Omaggio a Monfils e la nuova strategia di gioco
A Parigi, Djokovic ha anche partecipato alla serata celebrativa per Gael Monfils, che disputa il suo ultimo Roland Garros. “Gael è stato un amico, un rivale e una persona che ho sempre ammirato,” ha detto, descrivendo l’evento come una meritata celebrazione per un giocatore che “ha toccato il cuore di tantissime persone”. Sul piano tecnico, il suo torneo inizierà contro il francese Giovanni Mpetshi Perricard. Per affrontare la competizione, Djokovic punta a un tennis più offensivo. “È naturale cercare di entrare di più nel campo e prendere la palla in anticipo. Non sto diventando più giovane,” ha ammesso. “So che questo tipo di piano di gioco è quello ideale, ma ho sempre avuto enorme fiducia nella mia difesa e a volte questo mi si ritorce contro.”




