La battaglia di Kokkinakis: vince contro Atmane al Roland Garros dopo un trapianto alla spalla
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La battaglia di Kokkinakis: vince contro Atmane al Roland Garros dopo un trapianto alla spalla

Thanasi Kokkinakis vince al Roland Garros dopo una battaglia di oltre 4 ore contro Atmane. Il racconto del suo calvario fisico

Una vittoria in cinque set dopo quattro ore e venti minuti di gioco. Thanasi Kokkinakis ha superato Terence Atmane al Roland Garros con il punteggio di 7-5 al quinto, in una partita che per l’australiano rappresenta molto più di un semplice passaggio del turno. In tabellone con il ranking protetto da numero 855 del mondo, la sua ultima vittoria su questa superficie nel circuito maggiore risaliva proprio a un match del Roland Garros, una rimonta al quinto set contro Giulio Zeppieri. La carriera di Kokkinakis è una continua lotta contro gli infortuni, un percorso segnato da un’operazione chirurgica senza precedenti nel tennis.

Un intervento senza precedenti

Per alleviare un dolore persistente, Kokkinakis si è sottoposto a un intervento che ha comportato il taglio di metà del suo muscolo pettorale e il trapianto del tendine d’Achille di un donatore deceduto nella sua spalla. Una soluzione estrema per un infortunio che lui stesso ha definito più simile a quello di un bodybuilder che a quello di un tennista. “La mia situazione fisica non è normale”, ha spiegato in conferenza stampa. La rarità del suo caso era tale che nemmeno il medico di Nadal, consultato per un parere, aveva mai affrontato una situazione simile. “La cosa più difficile è che non avevo nessuno con cui parlarne”, ha confessato l’australiano.

La lotta mentale

L’impatto del suo stato fisico si estende ben oltre il campo da gioco, condizionando la sua vita quotidiana. “È la prima cosa a cui penso quando mi sveglio. Mi sta consumando la vita”, ha ammesso Kokkinakis. Questa preoccupazione costante si riflette anche durante le partite, dove la priorità diventa la tenuta del suo braccio piuttosto che la strategia per battere l’avversario. “Molte volte quando sto giocando non mi interessa dell’avversario, spero solo che il braccio stia bene. Ed è strano andare in campo e pensare che l’avversario sia secondario”. A trent’anni, l’australiano, campione di doppio all’Australian Open con Kyrgios, si ritrova con l’esperienza di un veterano ma con un numero di stagioni complete mai raggiunto.

L’orizzonte è l’Australian Open 2027

Nonostante le difficoltà, Kokkinakis guarda avanti con un piano preciso. Ha fissato una sorta di scadenza per la sua carriera. “Ho detto al mio team che giocherò fino all’Australian Open 2027. Se le cose non andranno bene, allora probabilmente per me sarà finita”. La vittoria contro Atmane, ottenuta con un ottimo servizio e un dritto profondo, alimenta la sua determinazione. Al secondo turno lo attende Carreno Busta, un altro test per un fisico tormentato. “Giornate come quella di oggi mi danno speranza che probabilmente non sarà così, e che potrò continuare a lottare”.