Il tifo di Bruno Conti per Flavio Cobolli ha radici profonde, che vanno oltre il campo da tennis e affondano in un passato con la maglia della Roma. L’ex campione del mondo segue con affetto il percorso del tennista al Roland Garros, con una preferenza dichiarata. “Ci sarà una semifinale tutta italiana e questo mi rende felice, ma mi perdonerete, io faccio il tifo per Flavio con tutto me stesso”, ha spiegato Conti, svelando un legame che parte da lontano, quando “Cobbo” era una giovane promessa del settore giovanile giallorosso.
Il bivio: calcio o tennis
La carriera di Cobolli avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. A 13 anni si trovò di fronte a una scelta decisiva. “Non dimenticherò mai il momento della decisione, se continuare con il calcio o insistere solo con il tennis”, ricorda Conti. Flavio era un talento anche con il pallone tra i piedi, un esterno o centrocampista tecnicamente dotato che puntava l’uomo. Fu Zbigniew Boniek a segnalarlo a Conti con una telefonata nel 2015. Quando la famiglia comunicò la scelta di puntare sulla racchetta, Conti la accettò “con serenità e con il cuore in mano”, convinto oggi che sia stata “la più giusta in assoluto”.
Un legame che non si spezza
Il rapporto tra i due non si è mai interrotto. “Con Flavietto siamo sempre in contatto”, ha confermato Conti, che attende il ritorno del tennista da Parigi per vedersi e, si augura, “festeggiare qualcosa di importante”. Un affetto che coinvolge anche l’amicizia profonda tra Cobolli e il calciatore della Roma Edoardo Bove, altro ragazzo a cui Conti è legatissimo. L’auspicio per il futuro è chiaro e ambizioso, in linea con le parole di un’altra leggenda dello sport italiano. “Spero con tutto il cuore che possa vincere il torneo. Ha ragione Panatta, Flavio ha tutte le caratteristiche per diventare un grande del tennis mondiale”.




