Robert Vierin e il tennis valdostano: "C'era più voglia di ritrovarsi"
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Robert Vierin e il tennis valdostano: “C’era più voglia di ritrovarsi”

Robert Vierin, pioniere del tennis in Valle d’Aosta, racconta un’epoca di manifesti e tornei settimanali. Oggi i costi federali e le difficoltà organizzative hanno cambiato il volto dei circoli locali.

Robert Vierin, pioniere del tennis valdostano e direttore di torneo al Tennis Club Sarre, osserva il presente con la memoria rivolta a un’altra epoca. Un tempo in cui il tennis in Valle d’Aosta viveva di una socialità diffusa e di una competizione costante. Il confronto tra ieri e oggi nasce spontaneo, osservando le dinamiche di un club che ancora resiste e continua a proporre appuntamenti federali.

Un’epoca di manifesti e passione

Negli anni Ottanta e Novanta non esistevano iscrizioni online né tabelloni digitali. I tornei si scoprivano dai manifesti affissi nei bar e nei circoli della regione, mentre le tessere associative erano ancora di carta. “La voglia di giocare e di ritrovarsi era forse ancora maggiore”, racconta Vierin. L’estate era scandita da appuntamenti agonistici quasi settimanali, sparsi su tutto il territorio. Da Étroubles a Fénis, passando per Cogne, dove il vincitore di un torneo poteva persino aggiudicarsi una settimana di vacanza in albergo. Era un tennis capillare, radicato nella comunità.

Le sfide economiche del presente

Oggi il panorama è profondamente diverso. Molti circoli hanno ridotto o abbandonato del tutto l’organizzazione di competizioni ufficiali. Secondo Vierin, le cause sono chiare e hanno radici economiche e gestionali. “Le quote richieste dalla Federazione per ogni iscritto incidono in maniera significativa sui bilanci dei club”, spiega. A questi costi si sommano le spese per giudici arbitri e ufficiali di gara. L’equazione diventa insostenibile, soprattutto per eventi con un numero limitato di partecipanti, rendendo l’organizzazione un rischio finanziario che pochi sono disposti a correre.

La gestione familiare come modello di resistenza

La sopravvivenza di un’attività agonistica costante, come quella del Tennis Club Sarre, si basa su un impegno che va oltre la semplice gestione. È un lavoro sostenuto da una struttura familiare, dove Julien Vierin si occupa per tutto l’anno di calendari, iscrizioni e disponibilità dei campi. Un ruolo indispensabile ma spesso invisibile. Mentre il prestigioso torneo di Châtillon resta un’eccezione di livello nazionale, la contrazione generale dell’attività ha ridotto le opportunità per i tennisti locali, cambiando il tessuto sportivo della valle.