Draper, il ritorno dopo il dolore: "Per quattro mesi non ho dormito, ora punto a vincere Wimbledon"
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Draper, il ritorno dopo il dolore: “Per quattro mesi non ho dormito, ora punto a vincere Wimbledon”

Jack Draper torna a vincere a Eastbourne dopo mesi di stop e dolore. Il britannico racconta il calvario dell’infortunio, le notti insonni e la nuova collaborazione con il suo idolo Andy Murray.

Il ritorno in campo di Jack Draper coincide con una vittoria e un racconto a cuore aperto. Il tennista britannico, ripartito dal torneo di Eastbourne, ha superato Marcos Giron con il punteggio di 6-4 7-6(5), ritrovando un successo che gli mancava da tre mesi. Un rientro atteso dopo due mesi di stop per un problema ai tendini del ginocchio, l’ultimo di una lunga serie di ostacoli che hanno segnato la sua carriera. Ora, con Andy Murray nel suo angolo, Draper guarda al futuro con una nuova consapevolezza, partendo da un ranking che lui stesso definisce ironicamente “un codice postale” piuttosto che un numero.

Il calvario degli infortuni e le notti insonni

Un anno fa, Jack Draper si presentava a Wimbledon da numero 4 del mondo. La sua ascesa è stata però bruscamente interrotta da un grave infortunio al braccio sinistro che lo ha tenuto lontano dai campi per sei mesi. Un periodo buio, segnato non solo dal dolore fisico ma anche da un profondo sconforto psicologico. “Ci sono momenti in cui ti senti incredibilmente solo”, ha confessato Draper. Il dolore al braccio era così intenso da non permettergli di riposare. “All’improvviso il braccio comincia a far male di notte. Non riesci a dormire e vivi in questa maniera per quattro o cinque mesi”. La frustrazione di non poter competere e migliorare lo ha portato a interrogarsi costantemente, facendolo sprofondare in momenti che definisce “tristi e frustranti”. Scivolato al numero 160 della classifica mondiale, il britannico ha dovuto affrontare un percorso di recupero tanto fisico quanto mentale.

La guida di Murray e l’ambizione per il futuro

A dare una nuova spinta alla carriera di Draper è la presenza di Andy Murray, suo idolo d’infanzia e ora parte integrante del suo team. “Ho sempre avuto in mente l’idea di lavorare con lui”, ha spiegato il tennista, sottolineando la straordinaria mente tennistica del suo mentore. L’ispirazione tratta da Murray, osservato sin da bambino vincere Wimbledon e le Olimpiadi, è stata una delle ragioni principali che lo hanno spinto a intraprendere la carriera nel tennis. La collaborazione, nata da un rapporto consolidato nel tempo, rappresenta un supporto emotivo fondamentale per ripartire. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: “A Wimbledon voglio fare bene. Non so se ci riuscirò, ma di sicuro ho un obiettivo: vincerlo l’anno prossimo”.

Crescita personale e valori autentici

Il percorso di Draper è stato segnato anche da difficoltà personali. Cresciuto in una famiglia influente nel mondo del tennis, con il padre ex CEO della Lawn Tennis Association, ha dovuto affrontare la gelosia dei coetanei. Nel 2023, pur essendo numero 40 al mondo, ha persino considerato di abbandonare il tennis, sentendosi instabile e privo di motivazioni. Quel momento di crisi lo ha spinto a un percorso di crescita interiore per capire chi fosse Jack Draper al di là del tennista. Una maturità che si riflette anche nelle sue scelte di vita, lontane dagli sfarzi. Guida una Volkswagen Polo del 2013 acquistata usata, un simbolo dei suoi valori. “Ho conosciuto molti atleti che tengono le Ferrari come sfondo del telefono. Io, invece, posso dire che non ho mai giocato per soldi”.