Pennetta avverte il tennis femminile: "Se Serena vince a 45 anni è un problema"
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Pennetta avverte il tennis femminile: “Se Serena vince a 45 anni è un problema”

Flavia Pennetta lancia una provocazione sul ritorno di Serena Williams: una sua vittoria a 45 anni, dopo quattro di stop, non sarebbe una buona immagine per il tennis femminile.

Flavia Pennetta, in veste di commentatrice per Sky Sport a Wimbledon, offre una prospettiva diretta e senza filtri sul circuito tennistico. La sua analisi più tagliente riguarda il ritorno di Serena Williams, definita senza mezzi termini “pazza scatenata”. Secondo Pennetta, un’eventuale vittoria della campionessa americana a 45 anni, dopo un’assenza di quattro, solleverebbe interrogativi sullo stato attuale del tennis femminile.

L’immagine del circuito Wta

L’ex campionessa degli Us Open non mette in discussione la grandezza di Serena, ma il significato di un suo potenziale trionfo. “Se Serena dovesse andare avanti, ritengo che non sarebbe una grande immagine per il tennis femminile”, ha spiegato Pennetta. Il punto è che una leggenda, per quanto la più grande di tutte, non dovrebbe essere in grado di competere per la vittoria dopo una preparazione minima e un lungo stop. Questo scenario, secondo lei, metterebbe in cattiva luce il livello delle giocatrici attuali. Allo stesso tempo, Pennetta riconosce il valore commerciale di un simile ritorno per la Wta, ammettendo che le tenniste di oggi non hanno lo stesso potere mediatico di Williams. La sua conclusione è pragmatica e curiosa: “Io, comunque, mi porto i popcorn in studio a Sky e me la guardo”.

Uno sguardo sugli italiani

Pennetta ha analizzato anche la situazione dei tennisti italiani. Per Jannik Sinner, l’uscita prematura dal Roland Garros potrebbe rivelarsi un vantaggio, offrendogli la possibilità di “staccare la spina” dopo un tour de force di due mesi e mezzo. Avendolo osservato da vicino a Hurlingham, ha lodato la sua capacità di colpire la palla e di muoversi in campo. Su Flavio Cobolli, reduce da una finale Slam, ha sottolineato la necessità di un cambio di mentalità per gestire la nuova pressione e le aspettative. “Deve entrare in quella dei top player”, ha affermato, consigliando una programmazione più mirata ai grandi tornei. Infine, riguardo a Matteo Berrettini, lo considera un avversario temibile per chiunque, capace di alzare il livello in occasioni speciali, proprio come fece Fabio Fognini contro Carlos Alcaraz l’anno precedente.