Wimbledon, il recupero di Tommy Paul passa da un lettino da 128mila euro
Home > Personaggi > Giocatori > Wimbledon, il recupero di Tommy Paul passa da un lettino da 128mila euro

Wimbledon, il recupero di Tommy Paul passa da un lettino da 128mila euro

Tommy Paul ha testato la nuova Ammortal Chamber di Wimbledon, un lettino futuristico per il recupero. Il risultato? Si è addormentato, sentendosi poi riposatissimo dopo la sua vittoria.

Dopo il suo debutto vincente contro Alexandre Muller, Tommy Paul ha sperimentato una nuova frontiera del recupero a Wimbledon. Il tennista, testa di serie numero 21, si è concesso una sessione nella futuristica Ammortal Chamber, un’innovazione introdotta quest’anno dall’All England Club. L’esperienza è stata tanto semplice quanto efficace. “È stato bello, anche se non so bene cosa faccia perché mi sono addormentato”, ha raccontato Paul. Il risultato è stato un senso di profondo riposo, un vantaggio non da poco nel corso di uno Slam.

Un’esperienza quasi extracorporea

L’Ammortal Chamber è un lettino hi-tech dal valore di 128mila euro, fulcro della nuova Recovery Suite del torneo. Il suo funzionamento si basa su un approccio multifunzionale e passivo. Mentre l’atleta è sdraiato, il sistema eroga una serie di stimoli combinati: dall’inalazione di idrogeno per contrastare lo stress ossidativo alla luce multi-onda che favorisce la circolazione e la riparazione cellulare. A questo si aggiungono campi elettromagnetici pulsati per ridurre la rigidità muscolare e una terapia sonora con vibrazioni per abbassare i livelli di stress. Marc Violone, co-proprietario della società Recover che ha collaborato al progetto, la descrive come “quasi un’esperienza fuori dal corpo”. Le sessioni variano da 15 minuti prima di una partita a 25-50 minuti per il recupero post-sforzo.

Il recupero come priorità

L’introduzione di questa tecnologia si inserisce in una visione più ampia del benessere degli atleti. Laura Robson, player relations director dell’All England Club, ha ricordato come in passato le tecniche di recupero fossero limitate. “Ricordo che anni fa, agli US Open, si parlava ovunque del fatto che Novak Djokovic usasse una camera iperbarica. All’epoca sembrava fuori dagli schemi, ma ha fatto da apripista”, ha spiegato l’ex tennista. Oggi, con un calendario sempre più fitto, la gestione delle energie è diventata una necessità. Wimbledon ha risposto ampliando la palestra, modernizzando gli spazi medici e aggiungendo un nutrition bar con bevande e cibi specifici. “Prima non si pensava così tanto al recupero”, ha aggiunto Robson. “I giocatori escono da qui come persone nuove in meno di un’ora. È un enorme vantaggio”.