Wimbledon, Zverev applaude Sinner: "È il miglior giocatore del mondo"
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Bartoli esalta Sinner: “È il nuovo Djokovic, può dominare il tennis per 10-15 anni”

Marion Bartoli non ha dubbi sul futuro di Jannik Sinner. Dopo il trionfo dell’azzurro a Wimbledon, l’ex campionessa francese ha elogiato il numero uno del mondo, arrivando a paragonarlo a Novak Djokovic e ipotizzando un lungo dominio nel circuito ATP. Intervenuta ai microfoni della BBC, Bartoli ha sottolineato soprattutto la capacità di Sinner di alzare…

Marion Bartoli non ha dubbi sul futuro di Jannik Sinner. Dopo il trionfo dell’azzurro a Wimbledon, l’ex campionessa francese ha elogiato il numero uno del mondo, arrivando a paragonarlo a Novak Djokovic e ipotizzando un lungo dominio nel circuito ATP.

Intervenuta ai microfoni della BBC, Bartoli ha sottolineato soprattutto la capacità di Sinner di alzare il livello del proprio tennis nei momenti decisivi delle partite.

Il paragone con Djokovic

“Credo che abbiamo visto il nuovo Novak Djokovic per i prossimi 10-15 anni. La capacità che ha dimostrato di superare i momenti di difficoltà quando serviva e di tirare fuori un colpo straordinario nei momenti decisivi mi ricorda moltissimo Djokovic”, ha dichiarato Bartoli al termine della finale di Wimbledon, vinta da Sinner in quattro set contro Alexander Zverev.

Un paragone che non arriva per caso. Lo stesso Sinner, in passato, ha più volte raccontato di essersi ispirato al campione serbo per perfezionare il proprio gioco.

L’ammirazione di Sinner per il campione serbo

Durante la scorsa edizione di Wimbledon, il numero uno del mondo aveva spiegato di aver ricevuto consigli da Djokovic e di aver studiato a lungo il suo tennis.

“Credo che alla fine mi abbia dato molti consigli per rendere il mio gioco simile al suo, ma comunque mantenendo il mio stile. In generale cerco sempre di vedere da certi giocatori cosa posso prendere da loro. Novak Djokovic è sicuramente la persona a cui mi ispiro di più”, aveva raccontato l’azzurro.

Anche Djokovic aveva riconosciuto le somiglianze con Sinner, ricordando i primi allenamenti insieme quando il tennista italiano era ancora giovanissimo.

“Lo ricordo da ragazzino, 13 o 14 anni, quando l’ho incontrato e abbiamo fatto qualche scambio. Era alto e magro, come lo ero io da giovane. Colpiva la palla con forza, aveva un ottimo timing e si muoveva molto velocemente. Ci sono diversi elementi in comune, anche se Jannik è unico a modo suo”, aveva spiegato il 24 volte campione Slam.