Il calvario di Giulio Zeppieri: seconda operazione al polso, l'obiettivo è il 2027
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Il calvario di Giulio Zeppieri: seconda operazione al polso, l’obiettivo è il 2027

Nuovo stop per Giulio Zeppieri. Il tennista italiano si è sottoposto a una seconda operazione al polso per un problema che lo tormenta dal 2024. Il suo 2026 è finito, l’obiettivo è tornare nel 2027.

Il 2026 di Giulio Zeppieri è già finito. Il tennista italiano si è sottoposto a una seconda operazione al polso, un calvario iniziato nel 2024 che lo costringe a un nuovo, lungo stop. L’intervento è stato eseguito a Barcellona dal dottor Ángel Ruiz Cotorro, lo stesso medico che segue Carlos Alcaraz e che in passato si è preso cura di Rafael Nadal. Per Zeppieri, ex numero 110 del mondo, si chiude una stagione giocata quasi interamente convivendo con il dolore, con l’obiettivo di tornare competitivo per l’inizio del 2027.

Un dolore tornato all’improvviso

Dopo un 2025 positivo, che lo aveva visto risalire fino alla posizione 158 del ranking sfiorando il main draw degli Australian Open, il problema si è ripresentato. “Durante la preparazione del 2026, ho iniziato ad avvertire di nuovo dolore al polso”, ha spiegato Zeppieri. Nonostante le difficoltà, ha giocato in Australia e in altri tornei, ma il fastidio è diventato insostenibile. Inizialmente si pensava a un’infiammazione, ma la situazione è peggiorata rapidamente. “Abbiamo tentato diverse terapie”, ha raccontato il giocatore, seguito dal team dell’Horizon Tennis Home di Vicenza, “ma a un certo punto abbiamo capito che non c’era molto altro da fare”. La scelta dell’operazione è diventata inevitabile, anche se per un tennista rappresenta sempre l’ultima spiaggia. Fortunatamente, l’intervento è andato bene, rivelando una situazione migliore del previsto.

La sfida più grande è nella testa

Il problema fisico ha un impatto profondo sull’aspetto mentale. “Quando hai dolore al polso, è difficile concentrarsi sul tennis: la testa va sempre lì”, ha ammesso Zeppieri. La paura di un nuovo infortunio è un pensiero costante, soprattutto nelle prime fasi del rientro. Dopo la prima operazione nel 2024 e uno stop di otto mesi, aveva imparato a gestire il fastidio, ma il ritorno del dolore ha riacceso le preoccupazioni. L’esperienza lo ha portato a riconsiderare le sue priorità. “Ho imparato a dare valore soprattutto al fatto di poter stare in campo”, ha detto. La classifica, che dopo mesi di stop può scendere drasticamente, non è la sua preoccupazione principale. “So che quella non è la mia classifica reale. Quello che mi preoccupa davvero è riuscire a gestire gli infortuni e giocare il maggior numero possibile di tornei”.

Un tennis che mette a dura prova

Secondo Zeppieri, l’aumento degli infortuni al polso nel circuito è legato all’evoluzione stessa del gioco. “Si colpisce molto più forte, le superfici sono state rallentate e anche le palline sono cambiate”, ha fatto notare. Questi fattori, uniti a materiali e corde sempre più rigidi, aumentano lo stress sulle articolazioni. Per questo, ha definito una “buona idea” la proposta di cambiare le palline ogni sette game invece che ogni nove, per ridurre la necessità di forzare i colpi. Nonostante condivida lo stesso medico di Alcaraz, ha precisato di non avere contatti con lo spagnolo riguardo la sua situazione clinica. “Su queste cose c’è molta riservatezza”. Ora per Zeppieri inizia un percorso di recupero. “Penso a recuperare con calma, poi inizierò la riabilitazione e vedremo come risponderà il polso”.