Le lacrime versate da Jack Draper durante il match d’esordio al Masters 1000 di Montreal contro Terence Atmane hanno colpito il mondo del tennis. Il britannico, sconfitto in tre set, si è lasciato andare in panchina dopo aver perso un break nel parziale decisivo, mostrando tutta la frustrazione accumulata in una stagione segnata dagli infortuni.
Dietro quella reazione non sembra esserci soltanto la delusione per una sconfitta, ma il peso di mesi trascorsi a convivere con un problema fisico che continua a limitarne il rendimento.
Un anno complicato tra dolore e risultati altalenanti
Quando è stato in piena salute, Draper ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli. Negli ultimi anni ha raggiunto la semifinale agli US Open, conquistato il Masters 1000 di Indian Wells, disputato la finale di Madrid e toccato il quarto posto del ranking mondiale.
Negli ultimi dodici mesi, però, il suo percorso è stato fortemente condizionato dai problemi fisici. Dall’estate del 2025 convive con una contusione ossea al braccio sinistro, un infortunio che richiede soprattutto tempo e riposo per essere superato.
Secondo Amar Rangan, vicepresidente della British Orthopaedic Association, non esistono scorciatoie: l’osso deve guarire naturalmente e un eventuale intervento chirurgico rischierebbe soltanto di aggravare la situazione.
Pazienza e recupero: la strada indicata dagli specialisti
Nonostante le difficoltà, esistono precedenti incoraggianti. I britannici Arthur Fery e Toby Samuel hanno affrontato lo stesso problema, riuscendo poi a tornare in campo e a vivere una stagione positiva nel 2026.
Lo stesso Samuel ha spiegato come questo tipo di infortunio sia particolarmente complesso, perché non esistono tempi di recupero certi né cure immediate. Draper è consapevole di dover affrontare il percorso con pazienza, anche se la convivenza quotidiana con il dolore rende tutto più complicato.
Le modifiche tecniche per ridurre il rischio
Nel frattempo il tennista britannico e il suo staff hanno provato a intervenire anche dal punto di vista tecnico. Il movimento del servizio è stato modificato, con una posizione dei piedi più ampia per distribuire meglio il peso del corpo e ridurre lo stress sul braccio.
L’adattamento, tuttavia, ha generato un nuovo problema al ginocchio che lo ha costretto al ritiro durante l’ATP 500 di Barcellona.
Parallelamente Draper ha intensificato il lavoro dedicato al recupero, curando in modo ancora più rigoroso alimentazione, sonno e preparazione fisica. L’obiettivo resta quello di ritrovare continuità e lasciarsi alle spalle un periodo che ne ha frenato la crescita, nella speranza di tornare presto a esprimere il tennis che gli aveva permesso di affacciarsi stabilmente tra i migliori del circuito.




