Thomas Ceccon non ha mai avuto bisogno di costruirsi un personaggio. Campione olimpico e mondiale in vasca, fuori dall’acqua conserva quella spontaneità che negli anni lo ha reso uno degli atleti italiani più riconoscibili. Diretto nelle dichiarazioni, poco incline alle frasi di circostanza e geloso dei propri momenti di tranquillità, il nuotatore azzurro ha seguito un percorso particolare fin dall’infanzia.
Quei capelli che rischiarono di costargli una squalifica
Uno degli episodi più curiosi risale alle sue prime esperienze agonistiche nel nuoto. Ceccon rischiò una squalifica per i capelli lunghi: durante una gara la fascia utilizzata per tenerli fermi scivolò, creandogli problemi mentre nuotava.
Una storia lontana dal Ceccon che oggi siamo abituati a vedere competere ai massimi livelli internazionali, ma che racconta bene gli inizi di un atleta cresciuto senza rinunciare alla propria personalità.
Dal tennis al nuoto per… colpa del caldo
Da bambino Thomas praticava anche tennis insieme al fratello maggiore Efrem. La scelta di concentrarsi sul nuoto arrivò per una ragione molto meno studiata di quanto si potrebbe immaginare: giocare a tennis sotto il sole era troppo caldo e la piscina finì per avere la meglio.
Da lì è cominciato un percorso che ha richiesto sacrifici anche alla famiglia. La madre Gioia si trasferì con lui a Verona per permettergli di allenarsi, mentre il padre Loris rimase a Schio con Efrem. Ancora fino al 2022 Ceccon utilizzava l’auto della nonna per raggiungere gli allenamenti.
Lo sport, del resto, è sempre stato presente in famiglia. La madre ha praticato pattinaggio artistico ad alto livello, mentre il padre ha avuto esperienze nel calcio e nel pentathlon militare.
“21 giorni di prigione”: Ceccon senza filtri
Anche una volta diventato campione, il suo modo di raccontare la vita da atleta è rimasto piuttosto lontano dalle dichiarazioni convenzionali. Un ritiro di tre settimane in altura, ad esempio, è diventato nelle sue parole “21 giorni di prigione”.
In un’altra occasione, dopo un allenamento particolarmente pesante, scherzò dicendo che avrebbe preferito andare a zappare un campo di pomodori piuttosto che ripetere una sessione simile.
Dietro l’ironia c’è la quotidianità di un nuotatore che trascorre buona parte delle proprie giornate tra vasca, palestra e recupero. Ed è proprio quest’ultimo uno degli aspetti che Ceccon apprezza maggiormente.
Il divano e il sonno come piaceri irrinunciabili
Quando non deve allenarsi, infatti, Ceccon non nasconde la propria passione per il riposo. Dormire è una delle attività che preferisce e il sonnellino pomeridiano fa parte della sua routine prima di tornare in piscina.
Anche nell’alimentazione tende alla semplicità, privilegiando soprattutto carni bianche come pollo e coniglio.
Una normalità che contrasta con ciò che accade quando sale sul blocco di partenza. È lì che il ragazzo amante del divano lascia spazio al campione capace di esprimersi in specialità differenti, dal dorso alla farfalla.
La curiosità oltre la piscina
La vita interamente dedicata allo sport ha inevitabilmente condizionato anche i rapporti personali. Ceccon ha raccontato quanto sia difficile costruire amicizie profonde quando allenamenti e competizioni scandiscono praticamente tutto l’anno.
Nonostante questo, il nuoto gli ha permesso di conoscere il mondo. Ha scelto anche l’Australia per confrontarsi con metodi di allenamento differenti e, quando può concedersi qualche giorno lontano dalla vasca, non disdegna destinazioni meno convenzionali. Dopo una trasferta a Singapore, per esempio, ha approfittato dell’occasione per visitare il Vietnam.
È forse proprio questo contrasto a raccontarlo meglio: feroce quando c’è da gareggiare, insofferente verso alcune rigidità della vita professionistica e perfettamente felice quando può semplicemente tornare a casa e sdraiarsi sul divano.




