Flavio Cobolli arriva al Cincinnati Open dopo due sconfitte consecutive tra Umago e Montreal. Il romano, ancora in attesa di conoscere il proprio avversario tra Camilo Ugo Carabelli e Miomir Kecmanovic, ha parlato alla vigilia del torneo soffermandosi anche sulla corsa alle ATP Finals di Torino.
«L’obiettivo c’è, ma non voglio pensarci troppo»
Cobolli ha ammesso di avere il traguardo di Torino nella propria testa, pur cercando di non trasformarlo in un pensiero costante.
«La corsa alle ATP Finals di Torino non fa parte del gioco per me. Sto cercando di non pensarci, anche se è ovvio che ci penso, e forse è proprio questo il problema», ha spiegato.
Il romano preferisce considerare la qualificazione soprattutto come una motivazione per affrontare la parte finale della stagione, senza perdere di vista la gestione fisica.
«La cosa più importante è stare bene fisicamente, riuscire a gestire la stagione come sto facendo e arrivare alla fine nella posizione giusta in classifica», ha aggiunto.
A Cincinnati per invertire la rotta
Il torneo dell’Ohio arriva dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Wimbledon contro Arthur Fery e le successive sconfitte contro Roman Andres Burruchaga a Umago e Yannick Hanfmann a Montreal.
Cobolli è arrivato a Cincinnati in anticipo rispetto al previsto e ha sfruttato i giorni a disposizione per allenarsi. «Mi sto allenando bene e sto trascorrendo tanto tempo in campo. È importante per il mio tennis», ha raccontato.
Il romano ha inoltre sottolineato il lato extra-campo del torneo, spiegando che le attività presenti a Cincinnati aiutano a staccare dopo diverse settimane lontano da casa. Ora l’obiettivo è trasformare il lavoro svolto in allenamento in una reazione sul cemento dell’Ohio.




