Roger Federer torna protagonista agli US Open, anche se questa volta in veste diversa. Lo svizzero, che tornerà sull’Arthur Ashe Stadium per un’esibizione insieme a grandi leggende del tennis mondiale, ha parlato del futuro del rovescio a una mano, un colpo sempre più raro nel circuito professionistico.
L’occasione arriva in un momento particolare: nel 2026, infatti, nessun giocatore con il rovescio a una mano ha ancora raggiunto una semifinale Slam. A provare a interrompere questa tendenza sarà Lorenzo Musetti, che si prepara all’ultimo Major della stagione dopo essersi allenato proprio sul centrale di Flushing Meadows.
Federer: “Sono fiducioso, il rovescio a una mano non sparirà”
Alla vigilia dell’esibizione che lo vedrà tornare sull’Arthur Ashe Stadium per la prima volta dal 2019, Federer ha respinto l’idea che il rovescio a una mano sia destinato a scomparire.
“Sono ancora fiducioso che non sia la fine”, ha dichiarato l’ex numero uno del mondo, unico giocatore capace di vincere cinque US Open consecutivi.
Secondo Federer, uno dei motivi del declino del colpo è legato anche all’evoluzione dell’insegnamento. “Quando ero ragazzo, la maggior parte dei miei allenatori giocava con il rovescio a una mano. Oggi, invece, molti tecnici hanno il rovescio a due mani e lo trasmettono naturalmente ai giovani”.
Tecnologia e velocità del gioco hanno cambiato tutto
Federer ha poi analizzato i cambiamenti che hanno trasformato il tennis moderno negli ultimi anni.
Lo svizzero ha sottolineato come racchette e corde più evolute, superfici differenti e una minore attenzione al gioco di transizione abbiano favorito il rovescio bimane. Un colpo che, a suo giudizio, offre maggiori garanzie soprattutto in fase difensiva.
“È incredibile vedere quanto bene i giocatori di oggi riescano a difendersi da quel lato”, ha spiegato Federer. “Una volta si pensava che il rovescio a una mano garantisse più varietà e soluzioni, mentre quello a due mani fosse più limitato. Oggi non è più così”.
Musetti chiamato a sfidare la statistica
Nel frattempo Lorenzo Musetti si prepara all’esordio nello Slam newyorkese con una curiosa responsabilità statistica sulle spalle. Il toscano è infatti uno dei pochissimi protagonisti del circuito a utilizzare ancora il rovescio a una mano ad altissimo livello.
Un suo percorso fino alle semifinali permetterebbe di evitare un record negativo per questa particolare scuola tennistica, mantenendo viva una tradizione che ha avuto in Federer uno dei suoi interpreti più iconici.




