Wimbledon cambia le regole sugli accrediti dopo le polemiche emerse agli US Open. Dal 2027 il torneo londinese non concederà più accrediti agli influencer, una decisione arrivata anche dopo le lamentele espresse pubblicamente da Naomi Osaka sulle continue distrazioni dagli spalti.
Osaka e gli episodi agli US Open
La tennista giapponese, quattro volte campionessa Slam, aveva chiesto maggiore “educazione” al pubblico di Flushing Meadows. Nel secondo turno del torneo, l’arbitro di sedia era dovuto intervenire tre volte per richiamare gli spettatori al silenzio.
Anche nella partita precedente Osaka aveva dovuto interrompere il servizio. A disturbare la giocatrice era stata una luce lampeggiante proveniente dal settore hospitality, dove alcuni influencer stavano scattando fotografie.
La presenza dei content creator agli US Open era aumentata rispetto alla passata edizione. La USTA aveva infatti accreditato circa 100 influencer, il doppio rispetto al 2025, puntando su un’atmosfera più vicina a quella di un festival e sull’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio.
L’iniziativa ha però generato diverse interruzioni durante le partite e malumori tra i giocatori. La situazione è arrivata fino alla revoca dell’accredito per due influencer, Meg Radice e Audrey Jones, dopo la pubblicazione sui social delle loro credenziali.
Le polemiche di New York hanno quindi avuto conseguenze anche a Londra. Wimbledon ha scelto di escludere gli influencer dagli accrediti a partire dal 2027.




