Shelton-Alcaraz a notte fonda, Bertolucci sbotta: il tennis e il problema delle partite infinite
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Shelton-Alcaraz a notte fonda, Bertolucci sbotta: il tennis e il problema delle partite infinite

Il match da record tra Shelton e Alcaraz, finito alle 3:33 di notte, riaccende il dibattito sulla durata delle partite. La dura reazione di Bertolucci e la proposta di Djokovic per cambiare il tennis.

La partita tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz ha riacceso una discussione che Novak Djokovic aveva già portato all’attenzione del tennis: quanto possono ancora durare gli incontri prima che gli orari diventino un problema per i giocatori?

La sfida degli US Open è terminata alle 3:33 del mattino, dopo quattro ore e 31 minuti. Un altro episodio che alimenta le perplessità sulla gestione dei tornei e che riporta al centro la proposta avanzata dal campione serbo: mantenere il formato al meglio dei cinque set, ma giocare parziali a quattro game e introdurre il punto secco sul 40-40. L’obiettivo indicato da Djokovic è portare la durata degli incontri intorno alle due ore.

Shelton-Alcaraz e il caso degli orari

La maratona sull’Arthur Ashe Stadium ha provocato la reazione di Paolo Bertolucci. L’ex tennista ha criticato duramente la situazione sui social, collegando le partite disputate a orari estremi anche al problema degli infortuni.

Il ritardo non è stato determinato soltanto dalla sfida tra Shelton e Alcaraz. Prima del match serale si erano disputati tre incontri particolarmente lunghi, facendo slittare ulteriormente l’inizio dell’ultimo appuntamento della giornata.

Non si tratta, però, di un episodio isolato. In una precedente edizione degli US Open, una partita di Djokovic contro Mariano Navone aveva fatto iniziare alle 00:13 il successivo incontro tra Venus Williams e Sofia Kenin. “Non conosco nessun altro sport in cui si debba iniziare così tardi”, aveva commentato Williams.

Anche Jessica Pegula, presidente del Tour Architecture Council, ha espresso perplessità sulla sostenibilità di questi orari per i giocatori.

La proposta divide il tennis

L’idea di Djokovic ha raccolto il sostegno di Ben Shelton, ma non tutti nel circuito sono d’accordo. Joao Fonseca, per esempio, si è schierato contro una modifica di questo tipo.

Il tema è arrivato anche ai vertici delle istituzioni. Andrew Abdo, nuovo CEO di Tennis Australia, ha aperto alla possibilità di intervenire in futuro sulla struttura degli Slam, citando tra le ipotesi una riduzione delle partite al meglio dei cinque set oppure un cambiamento del sistema di punteggio.

Il precedente di Andy Murray-Thanasi Kokkinakis all’Australian Open 2023 resta emblematico: quella partita terminò alle quattro del mattino.

La domanda, quindi, non riguarda più soltanto la durata di una singola partita. Il calendario, gli incontri serali e gli orari di conclusione stanno diventando una questione organizzativa per l’intero circuito. E dopo l’ennesima notte conclusa alle prime luci dell’alba, la proposta di Djokovic torna inevitabilmente nel dibattito.