Sarà Ben Shelton a contendere ad Alexander Zverev il titolo degli US Open 2026. Il 23enne statunitense ha superato il connazionale Frances Tiafoe con il punteggio di 4-6 6-3 6-3 7-5, ribaltando una partita iniziata in salita e conquistando la prima finale Slam della sua carriera a New York.
Dopo aver ceduto il primo set, Shelton ha progressivamente preso il controllo degli scambi grazie alla potenza del servizio e alla maggiore incisività da fondo campo. Tiafoe aveva approfittato di un avvio più contratto dell’avversario, ma con il passare dei minuti il mancino americano ha aumentato l’intensità del proprio tennis, trovando le soluzioni necessarie per cambiare l’inerzia dell’incontro.
Un servizio da record e una nuova pagina di storia
La semifinale ha regalato anche un dato destinato a entrare negli archivi del torneo. Nel corso del match Shelton ha infatti fatto registrare un servizio a 254 km/h, una delle battute più veloci mai rilevate nella storia degli US Open.
Il successo contro Tiafoe gli garantisce inoltre un significativo balzo nel ranking mondiale, con l’ingresso al numero 4 della classifica ATP. Un traguardo che certifica la crescita del tennista statunitense, ormai stabilmente inserito tra i protagonisti del circuito maggiore.
La finale raggiunta assume anche un valore storico per il tennis americano. Shelton diventa infatti il primo giocatore afroamericano a disputare l’ultimo atto del singolare maschile a Flushing Meadows dai tempi di Arthur Ashe, finalista nel 1972.
Finale da sogno contro Zverev
Dall’altra parte della rete troverà un Alexander Zverev reduce dalla vittoria in tre set contro Karen Khachanov. Il tedesco ha avuto bisogno di due tie-break per chiudere la pratica, imponendosi 6-3 7-6(7) 7-6(6) dopo una sfida combattuta e ricca di equilibrio.
La finale metterà così di fronte due dei migliori interpreti della nuova generazione del tennis mondiale: da una parte la solidità e l’esperienza di Zverev, dall’altra l’esplosività e l’entusiasmo di Shelton, sostenuto da un pubblico che sogna di riportare il titolo maschile negli Stati Uniti per la prima volta dal successo di Andy Roddick nel 2003.
A Flushing Meadows è tutto pronto per una sfida che vale molto più di un trofeo: per Shelton l’occasione di completare un percorso straordinario davanti al proprio pubblico, per Zverev la possibilità di conquistare uno dei titoli più importanti della sua carriera.




