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US Open, Shelton non si accontenta: “Il lavoro non è finito”

Le parole dell’americano.

Ben Shelton si gode la prima finale Slam della carriera, ma senza perdere di vista l’obiettivo. Dopo aver superato Frances Tiafoe nella semifinale tutta americana degli US Open, il 23enne statunitense guarda già all’ultimo atto del torneo, dove domenica affronterà Alexander Zverev per il titolo di Flushing Meadows.

Shelton: “È il sogno di una vita, ma non abbiamo ancora finito”

L’emozione per il traguardo raggiunto è grande, soprattutto perché arriva a New York, nel torneo più importante per il tennis statunitense. Shelton, però, ha scelto un approccio lucido e concreto.

“È incredibile trovarmi in questa posizione. Sono felicissimo soprattutto per il mio team, per tutte le persone che dedicano il loro tempo al mio miglioramento come persona e come giocatore”, ha spiegato l’americano. “Ma ovviamente non abbiamo ancora finito. Il lavoro non è concluso. Sono entusiasta di avere un’altra opportunità domenica per mostrare il mio miglior tennis”.

Il mancino statunitense ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla calma mostrata nei momenti decisivi della semifinale: “Verso la fine della partita ero tranquillo, fiducioso e concentrato. Credo sia proprio quello che serve per vincere a questi livelli”.

La maturità come chiave della svolta

Uno degli aspetti che Shelton ha evidenziato maggiormente riguarda la crescita personale e professionale maturata negli ultimi mesi. Non solo tennis, ma anche attenzione ai dettagli fuori dal campo.

“La maturità riguarda tutto: le emozioni, il modo in cui mi alleno, come gareggio, il sonno, l’alimentazione. Per diventare un campione bisogna essere eccellenti in ogni categoria”, ha sottolineato.

Secondo il numero uno americano, i progressi più importanti sono arrivati proprio negli aspetti meno visibili: “Sono sempre stato uno che lavora duramente, ma negli ultimi tempi credo di essere migliorato soprattutto nei piccoli dettagli che fanno la differenza”.

Il rapporto con il padre Bryan e la gestione della pressione

Fondamentale nel percorso di Shelton resta la presenza del padre Bryan, ex professionista e oggi figura centrale nel suo team.

“È bellissimo averlo al mio fianco in giro per il mondo. Quando perdiamo torniamo subito a lavorare, quando vinciamo ci godiamo il momento ma restiamo concentrati. Lui pensa sempre al processo più che ai risultati ed è uno dei motivi per cui lavoriamo così bene insieme”.

Anche la gestione della pressione sembra aver raggiunto un nuovo livello. Shelton ha spiegato di sentirsi più preparato rispetto al passato ad affrontare le grandi occasioni: “La tensione c’è sempre, al primo turno come in finale. Devi imparare a conviverci. Oggi conosco la mia identità come giocatore e so cosa serve per esprimere il mio miglior tennis”.

Ora l’ultimo ostacolo: Zverev

Dall’altra parte della rete ci sarà Alexander Zverev, numero uno del seeding e reduce dalla vittoria su Karen Khachanov. Una sfida che rappresenta il test più difficile possibile, ma che Shelton accoglie con entusiasmo.

“Giocherò una finale Slam contro un campione Slam e contro la testa di serie numero uno. Ci sono tantissimi motivi per godermi questo momento. Sono pronto a lasciare tutto in campo e a vedere fin dove posso arrivare”.

Dopo aver eliminato Carlos Alcaraz nei quarti e Tiafoe in semifinale, Shelton è a una sola vittoria dal primo titolo Slam della carriera. E, come ha ribadito più volte, il suo torneo non è ancora finito.