Dopo mesi di tensioni tra i migliori giocatori del circuito e gli organizzatori dei tornei del Grande Slam, arriva una svolta nella battaglia per una diversa distribuzione dei premi economici. La protesta guidata da Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, nata per chiedere una quota maggiore del montepremi destinata ai tennisti, entra infatti in una nuova fase.
Il punto di svolta è arrivato durante lo US Open, dove la USTA ha annunciato nuovi investimenti per il welfare dei giocatori e, soprattutto, è stata ufficializzata la creazione di un Comitato Consultivo dei Giocatori del Grande Slam, organismo che consentirà ai tennisti di partecipare più direttamente alle decisioni organizzative e alle trattative future.
Una novità che ha convinto i protagonisti del circuito a sospendere la mobilitazione pubblica, pur mantenendo aperta la possibilità di nuove iniziative nel caso in cui gli impegni presi non venissero rispettati.
Il comunicato integrale dei giocatori
“Ora che esiste un consiglio ufficiale incaricato di portare avanti questo lavoro, la fase pubblica della campagna guidata dal gruppo unificato dei top player giunge al termine. I giocatori si riservano il diritto di riavviare la campagna qualora il consiglio non riuscisse a raggiungere questi obiettivi.
I giocatori collaboreranno ora direttamente con i tornei del Grande Slam per istituire il consiglio, attraverso il quale saranno consultati direttamente e potranno negoziare su base continuativa.
Da quando la proposta formale dei giocatori è stata presentata il 31 luglio 2025, il montepremi complessivo di questi tornei del Grande Slam è salito a 415,6 milioni di dollari.
Secondo le stime dei giocatori, oltre 30 milioni di dollari di tale importo rappresentano incrementi superiori al tasso di crescita registrato negli anni precedenti l’inizio della campagna.
Ciò testimonia i risultati ottenuti grazie all’azione concertata e unitaria dei giocatori in uno sport individuale e al dialogo costruttivo con i tornei del Grande Slam e gli organizzatori.
I giocatori si affidano al Consiglio affinché, sulla scia di questi progressi, continui a perseguire gli obiettivi non ancora pienamente raggiunti”.
Dalla protesta al dialogo
La mobilitazione aveva preso forma nei mesi scorsi con richieste precise da parte dei top player, che contestavano una ripartizione del prize money ritenuta poco equa rispetto ai ricavi generati dagli Slam. Tra le iniziative simboliche anche la riduzione delle conferenze stampa durante il Roland Garros e le pressioni esercitate nei confronti degli organizzatori di Wimbledon e dello US Open.
Con l’istituzione del nuovo organismo rappresentativo e l’aumento complessivo dei montepremi, il clima appare ora più disteso. La battaglia, però, non è chiusa definitivamente: i giocatori hanno chiarito che il dialogo proseguirà e che il nuovo consiglio sarà chiamato a trasformare in risultati concreti le promesse ottenute al tavolo delle trattative.




