Palline da tennis in campo, la protesta che scuote la Nations League
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Palline da tennis in campo, la protesta che scuote la Nations League

Le palline da tennis diventano uno strumento di protesta politica in un contesto inaspettato, il calcio. Lanciate in campo, hanno interrotto la Nations League.

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Circa trenta palline da tennis sono state lanciate sul terreno di gioco dell’Aviva Stadium di Dublino, interrompendo la partita di Nations League tra Irlanda e Austria. L’episodio è avvenuto al 19′ minuto ed è parte di una più ampia mobilitazione contro la doppia sfida della nazionale irlandese con Israele.

La dinamica della protesta

Le palline, alcune delle quali decorate con adesivi della bandiera palestinese e la scritta #StopTheGame, hanno costretto l’arbitro a sospendere brevemente l’incontro. Subito dopo, un manifestante ha fatto invasione di campo sventolando una bandiera palestinese. L’azione è stata preceduta da una manifestazione fuori dallo stadio, organizzata dai movimenti Stop The Game e Ireland-Palestine Solidarity Campaign. Gli organizzatori avevano inviato una lettera aperta ai giocatori e al commissario tecnico Heimir Hallgrámsson, chiedendo di boicottare la partita di ritorno contro Israele, prevista in Serbia a porte chiuse.

Tensioni e divisioni interne

La questione ha creato divisioni anche all’interno della squadra irlandese. Nonostante una maggioranza dei giocatori abbia votato a favore della disputa degli incontri, il portiere Gavin Bazunu ha rifiutato la convocazione per la prima partita adducendo ragioni morali. Durante l’inno israeliano, i giocatori irlandesi hanno abbassato lo sguardo e hanno indossato fasce nere al braccio, senza effettuare le consuete strette di mano prima del fischio d’inizio. La prima partita, giocata a Debrecen, in Ungheria, si è conclusa 3-0 per l’Irlanda. Bazunu, tornato in panchina contro l’Austria, non sarà comunque disponibile per la seconda sfida contro la nazionale israeliana.

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