Andrea Vavassori, numero 7 del mondo nella classifica di specialità, si è fatto portavoce della protesta di un vasto gruppo di tennisti contro la proposta di riforma del doppio avanzata dall’Atp. Insieme ad altri 136 colleghi in attività, 33 ex giocatori e 20 federazioni nazionali, ha firmato una lettera indirizzata ai vertici del circuito per chiedere un ripensamento.
La proposta di Gaudenzi
Il piano, presentato dal presidente Atp Andrea Gaudenzi e previsto per il 2028, mira a ridurre i tabelloni di doppio. L’obiettivo dichiarato è rendere la disciplina più attraente e sostenibile, reinvestendo le risorse risparmiate, stimate in circa 20 milioni di dollari, nelle qualificazioni dei tornei di singolare e nello sviluppo di giovani talenti.
Questa mossa, secondo i firmatari della lettera, metterebbe a rischio la carriera di molti specialisti. La riduzione delle opportunità professionali renderebbe difficile per tanti atleti costruire un percorso nel doppio, limitando la base dello sport a poche stelle affermate.
“Vogliamo essere parte della riforma”
La lettera, intitolata “Punto decisivo. Scelta dell’Atp”, non si oppone a un’evoluzione del tennis, ma contesta un approccio che indebolirebbe una sua parte fondamentale. I giocatori chiedono di essere coinvolti nel processo decisionale per trovare un equilibrio tra gli interessi commerciali e la tutela dell’eredità sportiva.
L’appello suggerisce di sviluppare un piano a lungo termine per promuovere il doppio, anziché procedere con tagli drastici. Si sottolinea inoltre come la disciplina sia la più praticata a livello amatoriale e rappresenti un modo inclusivo per avvicinare nuovi appassionati al tennis.
Il messaggio di Vavassori
L’azzurro ha rafforzato la posizione comune con un messaggio personale. “Il tennis è un’eredità basata su gioia, salute e spirito sportivo”, ha scritto Vavassori. “Uno sport fondato su questi valori dovrebbe aprire le porte, non chiuderle”.
Le sue parole evidenziano una missione chiara: “Siamo uniti per rafforzare il doppio e portarne avanti l’eredità. Rispettare la sua storia, far crescere il suo presente e proteggere il suo futuro”. La palla passa ora all’Atp e al suo presidente, Andrea Gaudenzi.




