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Cobolli debutta a Vienna contro Dimitrov: Torino è il grande obiettivo

Flavio Cobolli debutta all’Atp 500 di Vienna contro Grigor Dimitrov: in palio punti per la corsa alle Finals di Torino.

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Flavio Cobolli riparte da Vienna con un traguardo sempre più concreto all’orizzonte: la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino. Il romano, attualmente sesto nella PIF ATP Live Race to Turin, debutta all’Erste Bank Open contro Grigor Dimitrov, ex numero 3 del mondo e semifinalista del torneo austriaco nel 2022.

Una vittoria permetterebbe all’azzurro di raggiungere per la prima volta quota 36 successi stagionali nel circuito ATP. Ma soprattutto, gli consentirebbe di proseguire la corsa verso il torneo di fine anno, dopo una stagione che lo ha portato stabilmente tra i protagonisti del tennis internazionale.

«Per me è un sogno, sarebbe davvero speciale»

Cobolli non nasconde il valore dell’obiettivo, pur cercando di non farsi condizionare dalla classifica. «Per me è un sogno. È come uno Slam. Prima non pensavo a Torino, ma adesso sono messo bene nella Race e sono uno dei potenziali giocatori che potrebbero partecipare. Ci sono ancora alcuni tornei e devo giocare il maggior numero possibile di partite per raggiungere questo obiettivo».

Il romano preferisce concentrarsi sulle prestazioni, senza anticipare mentalmente il traguardo: «Non voglio pensare al traguardo in sé, ma a quanto sarebbe divertente giocare lì. Sarebbe davvero speciale».

Dall’altra parte della rete ci sarà Dimitrov, 35 anni, che non batte un giocatore della Top 10 dallo US Open 2024, quando eliminò negli ottavi Andrey Rublev. Un dato che rende ancora più importante per Cobolli sfruttare l’occasione, senza però sottovalutare l’esperienza del bulgaro.

Dal Roland Garros ad Acapulco: una stagione da ricordare

La candidatura alle Finals si è rafforzata soprattutto grazie ai risultati ottenuti nel corso dell’anno. La finale raggiunta al Roland Garros è stata il punto più alto, accompagnata dai quarti di finale a Wimbledon, dal titolo ATP 500 conquistato ad Acapulco, dalla finale di Monaco di Baviera, dalla semifinale al Masters 1000 di Cincinnati e dai quarti a Madrid.

«Valuto davvero molto positivamente la mia stagione. Finora ho disputato un’ottima annata. Ho tanti obiettivi che voglio raggiungere quest’anno, come Torino», ha raccontato l’azzurro, ricordando anche le difficoltà iniziali e la crescita maturata soprattutto sulla terra battuta e sull’erba.

La finale parigina resta un ricordo particolare, fatto di soddisfazione e rammarico. «Il Roland Garros è stato speciale. Non immaginavo di poter raggiungere la finale di uno Slam del genere. Ma quando arrivi a quel punto, cerchi di fare del tuo meglio per vincere il titolo. Ci ho provato, ma ho affrontato un giocatore straordinario, che in quel momento meritava di vincere più di me».

Cobolli ammette che rivedere quella partita oggi gli provoca ancora dolore, ma la considera un’esperienza irripetibile: «Alla fine della partita ero felice. Adesso, quando riguardo l’incontro, è molto doloroso, ma resta comunque qualcosa che non dimenticherò mai. Sono stato fortunato a poter giocare quella partita».

Il lavoro con il team dietro la crescita

Alla base dei progressi, secondo il romano, ci sono anche i cambiamenti introdotti nella preparazione e nel rapporto con il suo gruppo di lavoro. Più tempo in campo, maggiore ascolto durante gli allenamenti e un ambiente capace di sostenerlo hanno contribuito a consolidare i risultati.

«Credo di aver cambiato molte cose quest’anno insieme al mio team. Ho trascorso più tempo in campo ad allenarmi e divertirmi. Durante gli allenamenti ho iniziato ad ascoltare un po’ di più quello che mi diceva la squadra e penso che questo abbia funzionato».

Cobolli riconosce infine il valore delle persone che lo accompagnano nel percorso professionale: «Sono fortunato ad avere persone così al mio fianco. Mi vogliono davvero bene, vogliono restare con me e, quando sono con loro, sento tutto il loro affetto. È molto utile per il mio gioco».

Ora la parola passa al campo di Vienna. Con Torino sempre più vicina, ogni partita può diventare un passaggio decisivo.