Panatta: Sinner chiave per il ritiro di Djokovic, Alcaraz favorito agli Us Open
Home > ATP > Djokovic riparte da Pechino: battuto Borges, è subito vittoria numero 30

Djokovic riparte da Pechino: battuto Borges, è subito vittoria numero 30

Un altro step in avanti per la leggenda del tennis.

•

Novak Djokovic aveva bisogno di una ripartenza. Dopo le sconfitte al primo turno di Cincinnati e US Open, due eliminazioni consecutive che non gli erano mai capitate nella sua lunga carriera, il serbo ha scelto Pechino per rimettersi in gioco.

Il torneo cinese gli ha restituito immediatamente un risultato importante. Sul cemento del China Open, Djokovic ha superato Nuno Borges per 6-3, 7-6(2), conquistando la 30ª vittoria consecutiva a Pechino e staccando il pass per il secondo turno, dove troverà la wild card cinese Yunchaokete Bu.

Il primo set indirizza la partita

Djokovic parte forte. Nel terzo game arriva il break al termine di uno scambio di oltre venti colpi, poi il serbo conferma immediatamente il vantaggio per il 3-0.

Borges prova a rimanere agganciato, ma Djokovic riesce a gestire il margine. Quando la prima di servizio del serbo comincia a perdere qualcosa in efficacia, però, emergono le prime difficoltà. Il portoghese ha due occasioni per rientrare nel set, ma non riesce a sfruttarle.

Gli errori gratuiti raccontano una partita tutt’altro che perfetta da parte di Djokovic: 14 contro 13 quelli commessi dai due giocatori. Borges ha dunque avuto le sue possibilità, ma gli è mancata la necessaria incisività nei momenti in cui il numero uno del seeding concedeva qualcosa.

Il primo set finisce 6-3.

Djokovic accusa un problema fisico

La seconda frazione è molto più complicata. Borges alza il livello e Djokovic comincia a mostrare qualche segnale di difficoltà fisica.

Sul 3-2 per il portoghese, il serbo si accovaccia più volte durante le pause e si rivolge al proprio box. Poco dopo entra in campo il fisioterapista per un trattamento. Djokovic riesce a proseguire, ma il suo linguaggio del corpo continua a raccontare una certa sofferenza.

Uno scambio da 28 colpi, concluso con una palla corta, lo costringe nuovamente ad accovacciarsi. A quel punto Djokovic cambia anche il modo di interpretare la partita: meno rincorse, meno scambi prolungati e maggiore attenzione al servizio.

È una gestione quasi chirurgica delle energie. Non cerca più di vincere ogni punto sul piano fisico, ma di accorciare il più possibile i game.

Il tie-break premia ancora Nole

La strategia paga. Si arriva al tie-break e Djokovic trova subito un minibreak dopo un altro scambio interminabile, ancora una volta di 28 colpi.

Il serbo allunga sul 3-0 e da lì non concede più spazio a Borges. Servizio, precisione e soprattutto esperienza fanno il resto. Djokovic chiude il tie-break 7-2 e porta a casa la partita in due set.

A fine incontro saranno quasi il 90% dei punti vinti con la prima di servizio, cinque ace e 16 vincenti a certificare la capacità di trovare soluzioni rapide nei momenti in cui il fisico non gli permetteva di giocare la partita che avrebbe voluto.

«Nel secondo set lui ha iniziato a giocare meglio e io ho un po’ faticato dal punto di vista fisico», ha raccontato Djokovic dopo il match. «Aver messo in campo così tante prime mi ha aiutato. Percentuali così alte facilitano le cose e poi ho giocato un gran tie-break».

Al secondo turno c’è Bu

La prima tappa del torneo è dunque superata. Djokovic affronterà ora Yunchaokete Bu, wild card cinese che ha eliminato in tre set l’argentino Juan Manuel Cerundolo, imponendosi 6-2, 5-7, 6-4.

Il successo su Borges porta intanto a 30 la striscia di vittorie consecutive di Djokovic a Pechino. Un numero significativo, ma che stavolta arriva insieme a una domanda che il campo non ha ancora completamente risolto: quanto potrà incidere la condizione fisica sulle prossime partite?