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Coppa Davis, Ferrer lascia la Spagna a fine 2026: «Inizia una nuova fase»

Addio in vista per il tennista spagnolo.

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David Ferrer lascerà il ruolo di capitano della Spagna di Coppa Davis al termine del 2026, rinunciando all’ultimo anno di contratto con la Federazione spagnola di tennis (RFET), inizialmente valido fino alla fine del 2027. L’ex numero 3 del mondo ha annunciato la decisione attraverso un comunicato, spiegando che la scelta dipende esclusivamente da ragioni personali.

Ferrer aveva assunto la guida della nazionale nel 2023, raccogliendo il testimone da Sergi Bruguera. Il risultato più prestigioso della sua gestione è arrivato nel 2025, quando la Spagna ha raggiunto la finale della competizione a Bologna, perdendo contro l’Italia.

«Voglio annunciare che questo sarà il mio ultimo anno come capitano di Coppa Davis, rinunciando al 2027», ha scritto Ferrer. «Desidero ringraziare la RFET per avermi dato l’opportunità di realizzare uno dei miei sogni, quello di essere capitano della nazionale del mio Paese. Ringrazio anche tutti i giocatori e le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura».

L’addio dopo le Finals di Bologna

L’ex tennista spagnolo non ha fornito ulteriori dettagli sulle motivazioni della scelta, limitandosi a chiarire la natura personale della decisione.

«Le ragioni di questa scelta sono unicamente personali e rispondono al desiderio di iniziare una nuova fase», ha spiegato.

Prima di concludere la propria esperienza alla guida della nazionale, Ferrer sarà regolarmente in panchina alle Finals di Coppa Davis 2026, in programma a novembre proprio a Bologna. La Spagna affronterà l’Austria nei quarti di finale, con l’obiettivo di proseguire il cammino e puntare a un nuovo trionfo.

Il capitano ha già chiarito di voler affrontare l’ultimo appuntamento con grande motivazione: «Da questo momento sono soltanto motivato ed entusiasta di poter guidare la Spagna alla conquista di un’altra Insalatiera. Ci attende una bellissima sfida a Bologna, dove, come sempre, saranno soltanto loro, i giocatori, i veri protagonisti».