Carlos Alcaraz ha lasciato anche a Tokyo una delle sue firme più riconoscibili. Nel match contro Alex Michelsen, vinto al debutto al Japan Open, il numero uno del seeding ha pescato dal repertorio un tweener spettacolare: rincorsa all’indietro, palla tra le gambe e risposta che supera l’avversario.
Una giocata arrivata in un momento di grande difficoltà dello scambio. Michelsen aveva cercato di chiudere il punto con un pallonetto, ma Alcaraz è riuscito a recuperare terreno e a trovare la soluzione più difficile. Il pubblico ha reagito con un’ovazione.
Il punto arriva in una partita combattuta
La prodezza non racconta però da sola la giornata del murciano. Alcaraz ha dovuto lottare per 2 ore e 31 minuti prima di piegare Michelsen con il punteggio di 7-6(1), 4-6, 6-1.
Il primo set è stato particolarmente delicato. Michelsen ha avuto tre occasioni per portarsi avanti nel parziale, ma Alcaraz ha resistito e nel tie-break ha cambiato ritmo, chiudendo 7-1.
Lo statunitense ha però reagito nel secondo set, sfruttando alcuni errori dell’avversario e portando la partita al terzo. Qui è arrivata la risposta del campione in carica: Alcaraz ha alzato il livello e ha lasciato appena un game a Michelsen.
Tokyo, Alcaraz riparte dopo una vigilia complicata
Il debutto non era semplice nemmeno per le condizioni del torneo. La pioggia aveva limitato gli allenamenti all’aperto dello spagnolo e i campi di Tokyo si sono rivelati più lenti rispetto alle sue aspettative.
Alcaraz ha inoltre affrontato la partita con alcune novità al servizio. Il nuovo movimento non è ancora completamente assimilato e nei primi due set il rendimento è stato altalenante. La terza frazione ha invece mostrato una versione molto più incisiva del numero tre del ranking mondiale.
Il prossimo appuntamento sarà ancora più interessante: negli ottavi di finale Alcaraz affronterà Matteo Arnaldi, che ha superato il giapponese Rei Sakamoto.
A Tokyo, insomma, il tweener è già diventato uno dei momenti della giornata. Ma per Alcaraz il vero segnale è arrivato qualche minuto dopo: quando la partita chiedeva un altro livello, lo spagnolo lo ha trovato.




