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Djokovic: “Con Sinner è stata una questione di biologia. Il ritiro? È più vicino che mai”

Novak Djokovic guarda con lucidità alla fase finale della sua straordinaria carriera. In una lunga intervista rilasciata a CBS Mornings, il campione serbo ha parlato della sconfitta in semifinale a Wimbledon contro Jannik Sinner, del peso dell’età e dell’inevitabile momento del ritiro. “Il mio corpo non reagisce più come prima” Il 39enne di Belgrado ha…

Novak Djokovic guarda con lucidità alla fase finale della sua straordinaria carriera. In una lunga intervista rilasciata a CBS Mornings, il campione serbo ha parlato della sconfitta in semifinale a Wimbledon contro Jannik Sinner, del peso dell’età e dell’inevitabile momento del ritiro.

“Il mio corpo non reagisce più come prima”

Il 39enne di Belgrado ha spiegato come il passare degli anni stia incidendo sempre di più sulla capacità di recuperare dopo le partite più impegnative: “Io penso soltanto a giocare un buon tennis, sono gli altri che ricordano la mia età. E se non lo fanno loro, ci pensa il mio corpo.”

Djokovic ha poi fatto riferimento proprio alla semifinale di Wimbledon, sottolineando di non essere riuscito a recuperare al meglio dopo il quarto di finale: “È pura biologia. Dopo la partita contro Felix Auger-Aliassime non sono riuscito a recuperare come avrei voluto. Non voglio togliere nulla a Sinner, che ha meritato di vincere il torneo, ma oggi per me è tutto diverso.”

Il pensiero sul ritiro

Nel corso dell’intervista il serbo ha affrontato anche il tema del ritiro, ammettendo che la fine della sua carriera agonistica non è più un’ipotesi lontana: “Penso che sia più vicino che mai. Ci ho riflettuto diverse volte e non credo esista un modo perfetto per lasciare.”

Nonostante questo, Djokovic ha ribadito di sentirsi ancora competitivo ai massimi livelli, ricordando come i risultati ottenuti negli ultimi mesi dimostrino di poter ancora lottare nei grandi tornei.

Le sue parole raccontano la consapevolezza di un campione che continua a inseguire nuovi traguardi, pur sapendo che il tempo rappresenta ormai l’avversario più difficile da battere.