Ferrero apre a Sinner: "Mi piacerebbe allenarlo, ecco la chiave per batterlo"
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Ferrero apre a Sinner: “Mi piacerebbe allenarlo, ecco la chiave per batterlo”

Juan Carlos Ferrero, ex coach di Alcaraz, analizza il duello con Sinner e si candida per il futuro: “Mi piacerebbe allenarlo, ama lavorare duro”.

Dopo la separazione da Carlos Alcaraz, Juan Carlos Ferrero torna a parlare e analizza con lucidità il circuito maschile. Dalla sua Academy a Villena, l’ex coach dello spagnolo svela i retroscena della rivalità con Jannik Sinner, non nascondendo un’apertura sorprendente per il futuro: allenare proprio l’italiano. Ferrero ha spiegato come per anni il suo lavoro con Alcaraz sia stato focalizzato su un unico obiettivo: trovare le contromisure per superare Sinner.

La strategia per battere Sinner

Secondo Ferrero, il duello al vertice tra i due talenti si gioca su dettagli minimi, ma con un leggero vantaggio per il suo ex allievo. “Se mi chiedete chi è il più forte al top, dico Carlos”, ha affermato, quantificando il rapporto di forze in un “55% a 45%”. La chiave risiede nella varietà di gioco dello spagnolo. “Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliergli il ritmo”. Il piano tattico era chiaro: evitare di far giocare Sinner nel suo territorio preferito. “Jannik ama giocare veloce e alla stessa altezza, e se lo fai giocare così non lo batti mai”. Per questo, la preparazione di Alcaraz era calibrata per spezzare costantemente la cadenza dell’italiano, un lavoro meticoloso studiato per anni.

Crescita e punti deboli dell’italiano

L’allenatore spagnolo ha riconosciuto l’enorme evoluzione di Sinner. “Nel 2021 giocava solo incrociato: niente lungolinea, niente volée, niente smorzate. Oggi è un altro giocatore”. La sua forza mentale è indiscutibile, definendolo “una roccia” e “una spugna” per la sua capacità di apprendere rapidamente. Tuttavia, Ferrero ha individuato un punto debole nel fisico, legato soprattutto a determinate condizioni ambientali. Il calo a Parigi contro Cerundolo, secondo lui, è stato il risultato di una “crisi fisica, non mentale”, aggravata dall’umidità. “Lui è cresciuto al freddo; Carlos a Murcia, nella fornace”, ha spiegato, rivelando di aver abituato Alcaraz a soffrire le alte temperature proprio in previsione di sfide del genere.

Un futuro sulla panchina di Sinner?

La vera provocazione arriva sul finale. Alla domanda se allenerebbe Sinner in caso di un’eventuale separazione da Cahill, Ferrero non si è tirato indietro. Ha ammesso che qualche mese fa, con la rottura da Alcaraz ancora fresca, avrebbe rifiutato. Ora la prospettiva è cambiata. “Oggi mi sento più forte. Rispondo: perché no?”. L’atteggiamento e la dedizione dell’italiano sono le qualità che lo attraggono. “Sinner ama lavorare duro ed è disposto a tutto per rimanere numero uno. Come atteggiamento mi piace, sarebbe bellissimo allenarlo”.