Finals, la nuova sfida di Cobolli: "Una pressione diversa da gestire"
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Finals, la nuova sfida di Cobolli: “Una pressione diversa da gestire”

Flavio Cobolli si racconta in vista di Shanghai: il sogno ATP Finals porta una “pressione diversa”, una sfida che il tennista deve imparare a gestire.

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Flavio Cobolli non nasconde l’ambizione di arrivare alle ATP Finals di Torino. Il traguardo, però, sta cambiando anche il modo in cui vive le settimane del circuito. A raccontarlo è stato lo stesso tennista in un’intervista a Sky Sport Insider, alla vigilia del Masters 1000 di Shanghai.

La corsa verso il torneo di fine stagione porta con sé aspettative che Cobolli non aveva ancora sperimentato a questo livello. E la componente mentale diventa parte integrante della sfida.

«Una pressione diversa»

«È una pressione diversa», ha spiegato Cobolli parlando delle sensazioni legate alla possibilità di conquistare un posto alle Finals. Un obiettivo che piace, ma che allo stesso tempo richiede di gestire pensieri e responsabilità nuove.

Il tennista italiano si trova così davanti a una situazione particolare: da una parte c’è la soddisfazione per i risultati raggiunti, dall’altra la necessità di non trasformare l’obiettivo in un peso durante le partite.

È una fase che fa parte della crescita di Cobolli. Più aumenta la posta in palio, più cambia anche il modo di affrontare tornei e appuntamenti importanti. Shanghai arriva proprio in questo momento del suo percorso.

Dalla Laver Cup al pubblico cinese

Nell’intervista Cobolli ha ricordato anche le sensazioni vissute alla Laver Cup, un’esperienza diversa dai normali appuntamenti del circuito e utile per confrontarsi con un ambiente particolare.

A Shanghai troverà inoltre un pubblico che negli ultimi tempi gli ha mostrato grande affetto. Un dettaglio che il romano ha raccontato tra gli aspetti più piacevoli della sua esperienza in Cina.

Ora, però, c’è il tennis. Shanghai rappresenta un’altra tappa della corsa verso Torino e, soprattutto, un’occasione per misurarsi con quella «pressione diversa» di cui ha parlato Cobolli.

Il sogno delle Finals, quindi, non è soltanto una questione di classifica. Per il 24enne è anche un nuovo esercizio mentale: imparare a giocare quando l’obiettivo diventa abbastanza vicino da poterlo vedere.