Minacce di morte a Stefanini prima di Indian Wells: "Mi hanno mandato la foto di una pistola"
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Minacce di morte a Stefanini prima di Indian Wells: “Mi hanno mandato la foto di una pistola”

Minacciata di morte via WhatsApp prima del suo match a Indian Wells. La tennista denuncia gli scommettitori: “Non mi lascio intimidire”.

Una foto di una pistola su WhatsApp e minacce dirette a lei e alla sua famiglia. È l’incubo vissuto da Lucrezia Stefanini, tennista numero 138 del mondo, nelle ore precedenti al suo match di qualificazione a Indian Wells. L’atleta ha denunciato l’accaduto attraverso un video sui suoi canali social, esponendo i messaggi intimidatori ricevuti da alcuni scommettitori che le intimavano di perdere l’incontro con Victoria Jimenez Kasintseva.

La denuncia della tennista

I messaggi sono arrivati sul suo telefono intorno all’una di notte. “Mi minacciavano se avessi vinto la partita”, ha raccontato la tennista toscana, classe 1998. Le intimidazioni non si sono fermate a lei, ma hanno coinvolto anche i suoi affetti più cari. “Hanno nominato i miei genitori, il posto dove sono nata”, ha continuato Stefanini, descrivendo la pressione subita prima di scendere in campo. La denuncia è stata immediata. L’azzurra si è rivolta alla Wta, che ha subito attivato le procedure di sicurezza per garantirle protezione durante la sua permanenza nel torneo californiano.

La reazione e il supporto del circuito

Nonostante la paura, Stefanini ha deciso di non cedere. “Ho lottato fino all’ultimo per vincere la mia partita perché non posso permettermi di farmi intimidire o condizionare per il mio lavoro”, ha affermato. La Wta e l’organizzazione del torneo si sono mobilitate, fornendole maggiore sicurezza e accompagnandola alla sua auto dopo l’incontro. Un segnale di vicinanza in una situazione difficile. “Penso che questo sia un lavoro, ma sia anche un piacere, un divertimento, è una nostra passione e quindi non posso credere che questo sport sia diventato così”, ha concluso l’atleta, ribadendo la sua intenzione di continuare a denunciare ogni simile episodio.