Panatta, critica al tennis moderno: "Troppo istinto, mi annoio"
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Panatta, critica al tennis moderno: “Troppo istinto, mi annoio”

Adriano Panatta non usa mezzi termini per descrivere il tennis contemporaneo, definito troppo istintivo. L’ex tennista si racconta senza filtri, criticando la monotonia del gioco attuale.

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Adriano Panatta torna a esprimere il suo punto di vista sul mondo del tennis, senza usare mezzi termini. Durante un’intervista per il format Fuori Onda del Corriere della Sera, in occasione dell’evento Tempo delle Donne, l’ex campione ha condiviso la sua visione critica del gioco contemporaneo e un aneddoto personale sulla fine della sua carriera.

“Spesso mi annoio a guardare le partite”

Secondo Panatta, il tennis attuale ha perso parte del suo fascino. La sua analisi è netta: “Nel tennis oggi c’è troppo istinto”. Questa caratteristica, a suo dire, rende le partite monotone e prevedibili. L’ex tennista ha confessato di trovare poco stimolante assistere agli incontri moderni, arrivando a dire: “Spesso mi annoio a guardare le partite”. Una dichiarazione che mette in discussione l’evoluzione tecnica e tattica dello sport negli ultimi decenni, privilegiando un approccio più ragionato che Panatta sembra non ritrovare più.

L’addio allo sport e una reazione diversa

L’analisi di Panatta si è poi spostata su un piano più personale e comportamentale, confrontando le reazioni degli atleti di oggi con la sua esperienza. Ha osservato come nel mondo sportivo attuale le manifestazioni emotive siano molto frequenti. “Nello sport ultimamente piangono tutti”, ha affermato. A questa tendenza, ha contrapposto il suo modo di vivere l’ultimo giorno da professionista, un ricordo decisamente fuori dagli schemi. “Io l’ultimo giorno della mia carriera mi sono ubriacato”, ha concluso Panatta.