La visione di Claudio Pistolesi sul tennis non è mai banale. Forte di un’esperienza che abbraccia decenni di evoluzione di questo sport, l’ex numero uno d’Italia e oggi coach di fama internazionale offre una prospettiva unica sul momento d’oro del tennis azzurro. Intervenendo alla trasmissione Tennis Review su Canale 8, Pistolesi ha delineato con lucidità i fattori che hanno portato l’Italia a diventare una superpotenza del tennis mondiale.
La svolta del 2015: l’unione fa la forza
Secondo Pistolesi, il vero punto di svolta è datato 2015. In quell’anno, si è finalmente superata la storica contrapposizione tra settore pubblico e iniziative private, che in precedenza venivano quasi ostacolate. La successiva collaborazione ha creato un sistema virtuoso, portando a un aumento dei tornei Challenger sul territorio, alla crescita esponenziale degli Internazionali d’Italia e all’acquisizione di eventi di portata mondiale come le ATP Finals e le Finals di Coppa Davis. Questa sinergia ha reso l’Italia “il centro del mondo dal punto di vista organizzativo”, come afferma lo stesso coach.
L’intuizione Panichi e la rivoluzione atletica
Un altro pilastro del successo, spesso sottovalutato, risiede nell’evoluzione della preparazione atletica. Pistolesi rivendica con orgoglio l’intuizione di aver introdotto nel mondo del tennis una figura come Marco Panichi, un preparatore proveniente dall’atletica. Definito dal coach come “il migliore al mondo”, Panichi ha rivoluzionato il modo di intendere la preparazione fisica, trasformando i tennisti in atleti completi. Il suo lavoro con campioni del calibro di Djokovic e, più recentemente, Sinner, testimonia l’impatto di questo cambiamento di paradigma.




