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Rybakina dopo la vittoria: “Sarà diverso svegliarmi da numero 1”

Le parole della n.1.

La kazaka supera Aryna Sabalenka nella finale degli Us Open, conquista il terzo Slam della carriera e diventa per la prima volta la numero uno del mondo. Un traguardo inseguito a lungo e raggiunto al termine di settimane vissute tra pressione, infortuni e grandi aspettative.

Dall’infortunio al trionfo di New York

L’emozione è evidente fin dalle prime parole pronunciate dopo la vittoria. Elena Rybakina fatica quasi a descrivere ciò che ha appena realizzato.

“È una sensazione incredibile. È ancora molto difficile rendermi conto di quello che è successo, ho raggiunto così tanti traguardi in queste ultime settimane. Sono felicissima e molto orgogliosa di tutto il lavoro che abbiamo fatto.”

Un successo che assume ancora più valore considerando le difficoltà affrontate alla vigilia del torneo. Dopo il problema fisico accusato a Cincinnati, la sua presenza a New York era stata tutt’altro che scontata.

“Siamo arrivati a New York, abbiamo fatto una risonanza magnetica e il risultato non sembrava molto positivo. Abbiamo dovuto parlare con tanti medici per capire cosa fare. Per sette giorni praticamente sono andata soltanto dalla camera d’albergo alla palestra.”

La battaglia contro Sabalenka

La finale contro Aryna Sabalenka ha confermato ancora una volta l’equilibrio tra due delle giocatrici più forti del circuito.

Rybakina ha preso il controllo della sfida fin dalle prime battute grazie a un break immediato, riuscendo così a imporre il proprio ritmo. Nel secondo set la bielorussa ha reagito, alzando il livello nei momenti decisivi e riportando il match in equilibrio.

La svolta è arrivata nel parziale decisivo.

“Nel terzo mi sono detta che potevo ancora farcela, che dovevo concentrarmi sul mio servizio e rischiare un po’ di più quando ne avessi avuto la possibilità.”

Una scelta che ha pagato, permettendole di resistere alla pressione e chiudere l’incontro più importante della sua stagione.

Il sogno del numero 1 diventa realtà

Alla vittoria dello Slam si è aggiunto il premio più prestigioso: la vetta del ranking mondiale.

“Sarà molto diverso svegliarmi domani sapendo di aver appena vinto gli Us Open e di aver raggiunto il numero uno del mondo.”

Un obiettivo che la kazaka non ha mai smesso di inseguire, anche nei momenti più complicati.

“Ho sempre creduto che fosse possibile. Non tutte le stagioni possono essere uguali. Abbiamo continuato a lavorare e finalmente tutto questo ha dato i suoi frutti.”

New York, da tabù a casa

Il rapporto con Flushing Meadows non era stato particolarmente fortunato negli ultimi anni. Per questo il trionfo assume un significato ancora più speciale.

“Sono venuta qui per la prima volta dieci anni fa, quando ero una junior. Per qualche motivo negli ultimi anni New York non era stato il posto migliore per il mio tennis, ma adesso sicuramente è cambiato tutto.”

Il ricordo delle difficoltà passate rende ancora più significativa una vittoria che la consacra definitivamente tra le protagoniste assolute del circuito.

La sfida adesso è restare in vetta

Archiviati i festeggiamenti, Rybakina sa che il lavoro non è finito. La nuova numero uno guarda già ai prossimi mesi con lucidità e realismo.

“La priorità principale è cercare di mantenermi in salute, scegliere correttamente il calendario e gestire bene il processo di allenamento. Gli Slam rimangono la priorità.”

Dopo aver conquistato New York e il primo posto mondiale, la kazaka ha aperto un nuovo capitolo della propria carriera. Il traguardo è stato raggiunto. Adesso arriva la parte più difficile: difenderlo.