“Un campione vero, ma fiaccato da ritmi terribili“. Con queste parole Sergio Tacchini, ex tennista e innovatore nel campo dell’abbigliamento sportivo, ha descritto la situazione di Jannik Sinner e del tennis contemporaneo. Tornato nella sua Novara in occasione dell’esposizione della Coppa Davis, Tacchini ha offerto una visione critica sui calendari fitti e le pressioni economiche che dominano il circuito attuale.
Un calendario insostenibile
Secondo l’ex campione, il problema principale del tennis moderno è che si gioca troppo, puntando il dito contro un sistema dove l’aspetto economico prevale sulla salute degli atleti. “Quello che succede oggi è tutto legato all’aspetto economico, tutto improntato al denaro“, ha affermato Tacchini. Questa logica porta a un logorio fisico notevole per i giocatori, costretti a sostenere ritmi insostenibili e a disputare incontri che si protraggono fino a tarda notte, come le partite che terminano alle 3 del mattino. Una situazione che, a suo parere, deve cambiare per preservare l’integrità fisica dei tennisti.
Un altro pianeta rispetto al passato
Il confronto con la sua epoca è netto. “Ai miei tempi si giocava con le racchette di legno, più piccole“, ha spiegato Tacchini, sottolineando come sia impossibile fare paragoni diretti tra le due ere tennistiche. Ha descritto il tennis attuale come “un altro pianeta“, caratterizzato da una preparazione fisica e mentale differente e da una struttura di supporto che include manager e staff dedicati. Tacchini ha ricordato i suoi inizi da dilettante, avendo vissuto in prima persona la transizione verso il professionismo durante i suoi sette anni nella squadra di Davis.
Il ricordo della Davis e la critica al nuovo formato
La sua carriera è stata segnata da successi importanti, tra cui cinque titoli italiani di doppio, due dei quali vinti in coppia con Nicola Pietrangeli, e due finali di Coppa Davis raggiunte nel 1960 e 1961. Proprio riguardo alla storica competizione a squadre, Tacchini ha espresso il suo dissenso verso la formula attuale. “No, la formula della Coppa Davis moderna non mi piace, si decide tutto in una settimana“, ha concluso.




