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Tennis e scommesse, ATP e WTA scendono in campo contro l’odio online: dal 2027 nuove misure per il benessere dei giocatori

STOP agli abusi.

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Per un tennista, oggi, gestire un’ondata di insulti sui social può diventare quasi importante quanto gestire una palla break. Sempre più giocatori e giocatrici raccontano di ricevere quotidianamente offese e minacce online da sconosciuti, spesso legate alle scommesse sportive.

Un fenomeno che non si limita al fastidio del momento. L’esposizione continua a questo tipo di messaggi può avere conseguenze sul rendimento e, soprattutto, sul benessere psicologico degli atleti.

Berrettini: “Ci minacciavano”

Tra le testimonianze più recenti c’è quella di Matteo Berrettini, che a New York ha raccontato le minacce ricevute dal fratello Jacopo durante il Roland Garros.

L’azzurro ha spiegato che gli arrivavano messaggi estremamente pesanti, nei quali si minacciava la sua famiglia nel caso in cui non avesse perso una determinata partita. La situazione era stata segnalata all’ATP.

Berrettini ha sottolineato anche un altro aspetto: se per un atleta adulto è possibile gestire più facilmente una situazione simile, il problema diventa ancora più delicato quando a ricevere questi messaggi sono giocatori molto giovani.

ATP e WTA vogliono coinvolgere il mondo delle scommesse

Le scommesse sportive, quando effettuate legalmente e nel rispetto delle regole, non costituiscono di per sé un’attività illecita. Il problema nasce quando il comportamento degli scommettitori sfocia in minacce, molestie e abusi online.

Per questo motivo ATP e WTA hanno deciso di intervenire, ponendo l’accento sull’integrità delle sponsorizzazioni legate al settore delle scommesse e sul benessere dei giocatori.

L’obiettivo è coinvolgere sponsor e tornei che beneficiano economicamente del settore, chiedendo loro di contribuire alla riduzione dei rischi per salute, sicurezza e benessere degli atleti collegati alle scommesse sportive.

Il 10% degli accordi destinato a programmi per il benessere

Tra le misure previste c’è anche un contributo economico specifico. Il 10% dell’importo contrattuale applicabile, calcolato sul fatturato lordo derivante dagli accordi con sponsor o partner appartenenti ai settori delle scommesse, del fantasy, del gioco d’azzardo e dei mercati predittivi, dovrà essere destinato a programmi per il benessere e a favore delle giocatrici, oltre che ad altre iniziative finalizzate a ridurre gli effetti negativi delle scommesse sportive.

Per gli eventi combined, ovvero quelli che ospitano contemporaneamente tornei ATP e WTA, il contributo previsto sarà invece del 5%.

Cyberbullismo e gioco patologico tra le priorità

I programmi dovranno affrontare diversi aspetti del problema, dagli abusi sui social media al gioco d’azzardo patologico, fenomeni che stanno assumendo una rilevanza crescente non soltanto nel tennis ma nello sport in generale.

L’intenzione è quindi intervenire su entrambi i fronti: proteggere maggiormente gli atleti dagli effetti dell’odio legato alle scommesse e aumentare il sostegno alle iniziative dedicate al loro benessere.

Le nuove misure dovrebbero entrare in vigore dal 2027. Per il tennis sarà un primo tentativo di mettere un argine a un fenomeno che, dietro lo schermo di un telefono, può trasformare una semplice scommessa persa in qualcosa di molto più grave.

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