Alcaraz si confessa: "Non sarò schiavo del tennis, anche noi siamo umani"
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Alcaraz si confessa: “Non sarò schiavo del tennis, anche noi siamo umani”

Carlos Alcaraz si racconta tra la rivalità con Sinner e la gestione della pressione. ‘Anche noi siamo umani’, ammette, svelando il suo desiderio di equilibrio.

Carlos Alcaraz riflette sulla sua carriera e sul futuro in un’intervista concessa a Vanity Fair. Le sue parole, rilasciate prima della rinuncia a Madrid, assumono un peso specifico ora che un infortunio al polso lo costringe a saltare gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros. Lo spagnolo offre una visione matura del suo percorso, toccando temi come la rivalità con Jannik Sinner e la necessità di un equilibrio tra campo e vita privata.

Una spinta reciproca con Sinner

Il rapporto con Jannik Sinner è destinato a segnare un’epoca, ma per Alcaraz non si tratta di un conflitto. Al contrario, è una fonte di motivazione. “Ci aiutiamo a vicenda a dare il nostro meglio”, ha spiegato il tennista spagnolo, sottolineando come la competizione non debba sfociare in ostilità. “Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c’è bisogno di odiarsi perché vogliamo la stessa cosa”. Pur riconoscendo la difficoltà di stringere amicizie profonde nel circuito, si dichiara favorevole a un rapporto cordiale. Alcaraz evita però paragoni con le grandi sfide del passato, definendo la sua e quella di Sinner una storia ancora da scrivere. “Le rivalità sono processi lunghi”, ha affermato, auspicando di poter dividere con l’italiano i trofei più prestigiosi in molte finali future.

La gestione della pressione e degli infortuni

Lo stop forzato diventa lo sfondo di una riflessione più ampia sulla gestione delle pressioni e dei limiti fisici. Alcaraz ammette la propria vulnerabilità. “Anche noi siamo umani”, ha raccontato, descrivendo la realtà di un atleta di vertice. “Ci sono giorni buoni e cattivi, a volte ci si sveglia senza voglia di fare nulla ma bisogna comunque presentarsi”. Questa consapevolezza nasce anche da errori passati. Lo spagnolo ha fatto notare come in certi momenti non si sia concesso le pause necessarie, una scelta che lo ha portato a un calo di rendimento e a infortuni.

L’equilibrio tra campo e vita privata

Guardando al futuro, Alcaraz esprime un desiderio chiaro: trovare un equilibrio sostenibile. Pur vivendo la vita che ha sempre sognato, sente a volte la mancanza di una dimensione più personale. “A volte vorrei avere più momenti per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo di 22 anni”, ha confessato. Per non sentirsi sopraffatto, cerca di non proiettarsi troppo avanti nel tempo, evitando di pensare ai potenziali 12 o 15 anni di carriera che lo attendono. La sua ambizione è vincere tutto, ma a una condizione precisa: “Non voglio diventare schiavo del tennis”.