Roger Federer si prepara a entrare nella International Tennis Hall of Fame. A Newport, in Rhode Island, lo svizzero sarà celebrato per una carriera costruita su 20 titoli del Grande Slam e su un modo di interpretare il tennis diventato riconoscibile in tutto il mondo.
Alla vigilia della cerimonia, Federer ha parlato soprattutto di ciò che resta dopo il ritiro. Non soltanto i risultati, ma anche il rapporto costruito negli anni con le persone e con il circuito.
“Mi ha sorpreso come vengo ricordato”
Federer ha raccontato di essere rimasto sorpreso dall’importanza che, dopo il ritiro, hanno assunto aspetti della sua personalità che vanno oltre il campo.
“Da quando mi sono ritirato, si parla molto anche della mia personalità e di ciò che ho portato al gioco quando non ero in campo, cosa che mi ha un po’ sorpreso”, ha spiegato.
Si aspettava che il ricordo fosse legato soprattutto alle partite, ai colpi e ai momenti decisivi. Invece, con il tempo, ha capito che l’eredità di un giocatore comprende anche il modo in cui si è comportato lontano dal campo.
“Alla fine, si tratta di come verrai ricordato, di come ti sei comportato negli spogliatoi, con i media, con i direttori del torneo, con i raccattapalle”, ha raccontato.
“Mi mancano tantissimo”
Il ritiro non ha cancellato il legame con il circuito. Anzi, Federer ha ammesso di provare ancora una forte nostalgia per la vita da professionista.
“I tifosi mi dicono: ‘Che peccato che non giochi più’. Mi tornano in mente i momenti fantastici che ho vissuto. Mi mancano tantissimo”, ha detto.
Dopo 25 anni di carriera, sono soprattutto le relazioni costruite lungo il percorso a occupare un posto importante nei suoi ricordi. Le amicizie nate negli spogliatoi e gli incontri vissuti durante una lunga permanenza ai vertici del tennis rappresentano una parte dell’eredità che Federer sente più vicina.
Il ritorno a Flushing Meadows
Il rapporto con il tennis, comunque, non si è interrotto. Federer è tornato recentemente agli US Open per un’esibizione, tornando a Flushing Meadows per la prima volta dal 2019.
È stato un ritorno particolare anche per il legame con il torneo newyorkese, dove aveva conquistato cinque titoli consecutivi tra il 2004 e il 2008. L’accoglienza ricevuta dal pubblico gli ha ricordato quanto sia ancora forte il rapporto con il mondo del tennis.
Oggi Federer gioca occasionalmente con i suoi figli e continua a frequentare l’ambiente, anche se con modalità completamente diverse rispetto al passato.
“Mi trovo in una situazione molto agiata, ma sono felice di essere presente e di far parte del mondo del tennis di tanto in tanto”, ha spiegato.
E proprio questo rapporto è ciò che Federer vorrebbe vedere anche nei prossimi campioni dopo il ritiro: “Spero che molti dei giocatori che si ritirano provino le stesse sensazioni riguardo a questo sport, perché ci tengo moltissimo”.




