I big del tennis alzano la voce. Un gruppo compatto, che include Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, ha inviato una lettera di protesta agli organizzatori dei tornei del Grande Slam alla vigilia del Roland Garros. Il motivo è la distribuzione dei ricavi. I giocatori lamentano una “profonda e collettiva delusione” per una quota dei montepremi ritenuta inadeguata rispetto ai guadagni generati dagli eventi.
Una questione di percentuali
Il Roland Garros ha annunciato un montepremi di 61,7 milioni di euro. Secondo le stime dei tennisti, questa cifra rappresenta solo il 14-15% dei ricavi totali del torneo, che per il 2024 dovrebbero superare i 400 milioni di euro. Un divario netto. Nei circuiti ATP e WTA la percentuale si attesta intorno al 22%, mentre le leghe sportive americane arrivano a distribuire quasi il 50% dei loro introiti agli atleti. “Mentre il Roland Garros registra ricavi record, i giocatori ricevono una quota sempre più ridotta”, si legge nella lettera riportata dal Times, che denuncia una situazione insostenibile.
Un fronte compatto con Djokovic
La protesta non riguarda solo i soldi. I giocatori, tra cui figurano anche Aryna Sabalenka e Coco Gauff, denunciano la mancanza di dialogo su temi come il benessere degli atleti e il loro coinvolgimento nelle decisioni strategiche, come la definizione del calendario. La presenza di Novak Djokovic tra i firmatari rafforza la posizione. Il serbo, che non aveva firmato la lettera di settembre, si unisce nuovamente al fronte comune, segnalando un’unità di intenti tra i vertici del ranking. La federazione francese ha risposto che i profitti vengono reinvestiti nello sviluppo del tennis, essendo un’organizzazione no-profit. Ma la partita non è finita. Il dibattito è destinato a riaccendersi agli Internazionali d’Italia, dove altri giocatori come Ben Shelton e Jessica Pegula sono pronti a intervenire.




