L’ultima wild card disponibile per il tabellone principale di Flushing Meadows è stata infatti assegnata allo statunitense Patrick Kypson, numero 115 del ranking ATP, lasciando fuori il campione svizzero.
Per Wawrinka sfuma così la possibilità di prendere parte al torneo newyorkese senza passare dalle qualificazioni. Una decisione che ha inevitabilmente acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, considerando il rapporto speciale che lega l’elvetico agli US Open.
Un campione che ha scritto la storia del torneo
L’ex numero 3 del mondo occupa attualmente la posizione numero 125 del ranking ATP e resta uno dei protagonisti più importanti dell’ultima generazione del tennis mondiale. A New York ha vissuto alcune delle pagine più significative della sua carriera, a partire dal trionfo del 2016, quando conquistò il titolo battendo Novak Djokovic in finale.
Nel suo percorso agli US Open figurano anche le semifinali raggiunte nel 2013 e nel 2019, risultati che si aggiungono agli altri due titoli Slam conquistati agli Australian Open 2014 e al Roland Garros 2015.
Wild card a Kypson
Gli organizzatori hanno preferito puntare su Kypson, premiando un giocatore statunitense in costante crescita e vicino ai primi cento del mondo. Una scelta in linea con la tradizione del torneo, che spesso riserva alcuni inviti ai tennisti di casa.
Resta invece l’amarezza per Wawrinka, che dovrà valutare eventuali alternative per provare a essere comunque presente a Flushing Meadows. Al momento, però, l’unica certezza è che il tre volte campione Slam non ha ricevuto l’invito tanto atteso dagli organizzatori del torneo americano.




