Mensik, il ceco che ha imparato a vincere: dal mental coach aziendale alla sfida ai big
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Mensik, il ceco che ha imparato a vincere: dal mental coach aziendale alla sfida ai big

Jakub Mensik, 20 anni, sfida i vertici del tennis. La sua ascesa passa dalle vittorie su Djokovic e Sinner e dal lavoro con un mental coach.

La stabilità mentale di Jakub Mensik nasce in un ufficio. Non su un campo da tennis, ma nell’azienda della madre Katerina, dove un giorno Dragan Vujovic si presentò per tenere un corso motivazionale ai dipendenti. Da quell’incontro è nata la collaborazione con il mental coach che ha trasformato la carriera del giovane tennista ceco. “Senza di lui apparivo esuberante e pieno di energia negativa”, ha confessato Jakub nel 2023. Il tempo gli ha dato ragione.

La svolta contro i giganti del circuito

Il cambiamento si è visto nei risultati. A Miami, nel 2025, Mensik ha affrontato Novak Djokovic con una mentalità diversa rispetto al loro unico precedente. “A Shanghai ero sceso in campo per godermi l’esperienza. Stavolta per vincere”, ha dichiarato. Missione compiuta. A 19 anni e mezzo si è preso il suo primo titolo in carriera, un Masters 1000, battendo in finale proprio il serbo. Un percorso di crescita confermato dalla vittoria contro Jannik Sinner a Doha, una partita che lo stesso Mensik ha definito “la più importante della carriera” e una “battaglia mentale durissima”. A inizio 2026 era arrivato anche il suo secondo titolo ad Auckland, a dimostrazione di una nuova continuità.

Un percorso tra ostacoli e crescita

La strada verso il vertice non è stata priva di difficoltà. La stagione 2025 negli Slam è stata segnata da delusioni, come la sconfitta contro Blanchet allo Us Open, quella con Cobolli a Wimbledon e la rimonta subita dal portoghese Rocha a Parigi dopo essere stato in vantaggio di due set. Anche il fisico ha presentato il conto. All’Australian Open 2026, dopo aver raggiunto il suo miglior risultato Slam, gli ottavi di finale, è stato costretto al ritiro per un problema agli addominali prima di poter sfidare Djokovic. Un percorso che parte da lontano, da quella finale persa a Doha due anni prima contro Khachanov. Oggi gli obiettivi sono cambiati.