Il tennis femminile ha una storia prima e dopo Martina Navratilova. Oggi, domenica 18 ottobre 2026, la campionessa ceca naturalizzata statunitense compie 70 anni, celebrando una carriera che ha riscritto i confini dello sport per risultati, longevità e innovazione. Ma il suo percorso non si esaurisce nei trofei: la fuga dalla Cecoslovacchia, la scelta di vivere apertamente la propria identità e la capacità di affermare sempre le proprie idee hanno contribuito a renderla una figura unica.
Navratilova, i numeri di una carriera irripetibile
I numeri raccontano una parte importante della grandezza di Navratilova. In carriera ha conquistato 59 titoli del Grande Slam tra singolare, doppio femminile e doppio misto. Sono 18 i successi individuali nei quattro tornei più prestigiosi, con Wimbledon come palcoscenico privilegiato: nove trionfi sull’erba londinese, un record che rappresenta uno dei simboli della sua supremazia.
A questi risultati si aggiungono 167 titoli in singolare e 177 in doppio. Navratilova è stata numero uno del mondo per 332 settimane, imponendosi grazie a un tennis aggressivo, alla straordinaria preparazione atletica e alla capacità di attaccare la rete con una naturalezza che ha contribuito a trasformare il gioco.
La sua influenza è andata oltre le vittorie. L’attenzione alla condizione fisica, all’alimentazione e al lavoro quotidiano ha anticipato un’evoluzione che avrebbe coinvolto tutto il tennis professionistico.
La fuga dalla Cecoslovacchia e la conquista della libertà
Nata a Praga il 18 ottobre 1956, Martina lasciò la Cecoslovacchia nel 1975 per chiedere asilo politico negli Stati Uniti. Una decisione difficile, presa quando era ancora giovanissima, che cambiò radicalmente la sua vita e la sua carriera.
Negli Stati Uniti trovò le condizioni per costruire il proprio futuro sportivo e diventò una delle atlete più influenti della sua epoca. Nel 1981 ottenne la cittadinanza americana, senza però rinunciare alle proprie origini ceche.
La libertà conquistata lontano dal Paese natale ebbe anche una dimensione personale. Navratilova fu tra le prime grandi campionesse a vivere apertamente la propria omosessualità, in un periodo in cui esporsi pubblicamente poteva comportare conseguenze professionali e la perdita di sponsorizzazioni.
Una scelta che ha accompagnato tutta la sua vita e che lei stessa ha descritto come fondamentale per sentirsi davvero libera.
Navratilova ed Evert, una rivalità entrata nella storia
Uno dei capitoli più importanti della sua carriera porta il nome di Chris Evert. Le due campionesse si sono affrontate 80 volte, con un bilancio di 43 vittorie per Navratilova e 37 per l’americana.
La loro rivalità ha attraversato un’intera epoca del tennis femminile, regalando finali memorabili e contribuendo ad accrescere l’attenzione verso il circuito. Erano due interpreti differenti del gioco: aggressiva e votata all’attacco Navratilova, più legata alla regolarità e alla solidità da fondo campo Evert.
La competizione non ha impedito che tra loro si sviluppasse un rapporto destinato a durare anche dopo il ritiro. La loro storia, fatta di sfide e rispetto reciproco, resta uno degli esempi più significativi di come una grande rivalità sportiva possa trasformarsi in un legame profondo.
Una leggenda ancora presente nel tennis
Navratilova ha continuato a giocare anche dopo aver abbandonato il circuito del singolare nel 1994. Nel 2006, a poche settimane dal cinquantesimo compleanno, ha conquistato gli US Open nel doppio misto insieme a Bob Bryan, aggiungendo un altro capitolo a una carriera già straordinaria.
Dopo il ritiro ha mantenuto un rapporto costante con il tennis, lavorando come commentatrice e partecipando agli eventi più importanti del calendario. La sua voce è rimasta riconoscibile anche fuori dal campo, grazie a opinioni dirette e a un impegno che si estende ai diritti civili e alle cause sociali.
Il traguardo dei 70 anni arriva dopo aver affrontato anche importanti problemi di salute, compresi due tumori dai quali è riuscita a riprendersi. La sua storia personale testimonia una capacità di reagire alle difficoltà che si affianca ai successi ottenuti sul campo.
Oggi Martina Navratilova festeggia il compleanno a Miami, circondata dalla famiglia e dai suoi animali. Il tennis, però, resta il luogo in cui la sua eredità è più evidente: una campionessa che non si è limitata a vincere, ma ha contribuito a cambiare il modo di allenarsi, competere e vivere lo sport. A settant’anni, il suo nome continua a rappresentare un punto di riferimento per generazioni di tenniste e appassionati.




