La sconfitta di Alexander Zverev in semifinale a Shanghai potrebbe rinviare ancora il sorpasso su Jannik Sinner in vetta alla classifica ATP, anche se il cambio al vertice viene indicato come matematicamente certo. L’altoatesino può contare attualmente su 10.950 punti, ma dovrà difendere il proprio bottino dalle prossime scadenze del calendario: lunedì perderà 500 punti per il titolo conquistato a Vienna nel 2025, mentre il 2 novembre ne usciranno altri 1.000 per il trionfo al Masters 1000 di Parigi dello scorso anno.
Per Zverev sarà fondamentale raggiungere almeno la semifinale a Vienna per avere la certezza di superare Sinner il prossimo 2 novembre. Nel frattempo, l’azzurro è sicuro di raggiungere almeno quota 95 settimane, non consecutive, da numero uno del mondo.
Il tedesco è invece destinato a diventare il ventesimo giocatore nell’era del ranking computerizzato a chiudere una stagione in vetta alla classifica. Resta inoltre aperta la possibilità che conquisti questo traguardo con il minor numero di titoli stagionali: nel 2026 ha infatti vinto soltanto i suoi primi due Slam, il Roland Garros e gli US Open. Dal 1973, anno di introduzione del ranking computerizzato ATP, nessun numero uno di fine anno ha concluso la stagione con meno di quattro trofei nel circuito maggiore. Il primato appartiene a Pete Sampras nel 1998, Roger Federer nel 2009, Novak Djokovic nel 2018 e Rafael Nadal nel 2019.
Cobolli, Cinà e Cadenasso: progressi importanti per gli italiani
La nuova classifica regala diverse soddisfazioni al tennis italiano. Flavio Cobolli eguaglia il proprio best ranking, raggiungendo la sesta posizione mondiale, mentre Federico Cinà sale al numero 135, guadagnando dodici posti e migliorando il proprio primato personale. Il giovane azzurro ha superato le qualificazioni ed è entrato nel tabellone principale dell’ATP 250 di Bruxelles.
Passo avanti significativo anche per Gianluca Cadenasso, che grazie al successo nel Challenger 50 di San Gregorio di Catania guadagna 37 posizioni e raggiunge il numero 183, il miglior piazzamento della sua carriera.
Tra i protagonisti della storica domenica del circuito Challenger, con tre titoli italiani conquistati contemporaneamente per la prima volta dal 1978, spicca anche Mattia Bellucci. Il successo a Jinan, ottenuto in finale contro lo spagnolo Martin Landaluce, gli permette di salire di 18 posizioni e rientrare in Top 70, al numero 68.
Ancora più consistente il balzo di Francesco Passaro, vincitore a Maia del secondo titolo Challenger consecutivo. L’azzurro guadagna ben 83 posizioni e torna in Top 150, raggiungendo il numero 83. Nessun italiano attualmente tra i primi 500 del mondo ha migliorato così tanto la propria posizione rispetto alla settimana precedente.
Djokovic fuori dalla Top 10, Davidovich Fokina festeggia a Shanghai
Tra i cambiamenti più rilevanti della Top 20 c’è l’uscita di Novak Djokovic dai primi dieci posti del ranking mondiale. Il serbo scende al numero 12, stretto tra i due protagonisti della finale di Shanghai: Rafa Jodar, che raggiunge l’undicesima posizione eguagliando il proprio best ranking, e il campione Alejandro Davidovich Fokina, che sale al numero 13 con un balzo di tredici posizioni.
Lo spagnolo ha conquistato il terzo titolo ATP della carriera, il primo in un Masters 1000. Ora lo separano 445 punti dal numero 10 del mondo, il francese Arthur Fils.
Gea e Droguet migliorano il proprio primato
La settimana porta risultati positivi anche per il tennis francese. Arthur Gea, grazie ai quarti di finale raggiunti a Shanghai, guadagna dodici posizioni e sale al numero 44, nuovo best ranking. Thomas Droguet migliora invece di tre posti, raggiungendo la posizione numero 69.
Nuovo primato personale anche per il portoghese Jaime Faria, che avanza di quattro posizioni fino al numero 56. Con questo risultato diventa il terzo miglior giocatore portoghese nell’era del ranking ATP computerizzato, alle spalle di Joao Sousa, arrivato al numero 28 nel 2016, e Nuno Borges, che ha raggiunto il numero 30 nel 2024.




