Panatta incorona Cobolli: "Simbolo della nuova generazione per ironia e personalità"
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Panatta incorona Cobolli: “Simbolo della nuova generazione per ironia e personalità”

Adriano Panatta elogia Flavio Cobolli, definendolo un simbolo della nuova generazione per la sua personalità e il suo stile, e sottolinea la forza del tennis italiano.

Adriano Panatta è a Parigi per premiare il vincitore del Roland Garros, ma la sua gioia ha un nome preciso: Flavio Cobolli. Chiamato a consegnare il trofeo, come già fatto a Roma, l’ex campione del 1976 non nasconde la sua soddisfazione per il finalista azzurro. Sebbene molti si aspettassero di vedere Jannik Sinner, Panatta si dice felice per la presenza di Cobolli, definendo la sua finale un risultato per nulla banale in un torneo dello Slam.

La forza del movimento oltre Sinner

Il successo di Cobolli è, per Panatta, la prova della crescita di tutto il tennis italiano. L’ex tennista fa notare come, vent’anni fa, una semifinale o una finale di un italiano a Parigi fosse un evento eccezionale. Oggi la situazione è cambiata. “Non c’è solo Sinner: ci sono i ‘non Sinner’, altri atleti veri, altri ‘con le palle’”, ha spiegato Panatta. Ha menzionato anche i risultati di Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, che hanno dato spessore al movimento, e ha ricordato Lorenzo Musetti, attualmente infortunato ma pronto a tornare protagonista.

Cobolli, un riflesso della “romanità”

In Flavio Cobolli, Panatta rivede tratti della sua stessa personalità. Il sorriso scanzonato, l’ironia e un certo modo di fare sono elementi che l’ex campione associa alla “romanità”. Alla domanda su cosa significhi, Panatta risponde in modo diretto: “Essere un po’ dissacranti, con un po’ di ironia e di sano cinismo”. Una descrizione che sembra calzare perfettamente al giovane tennista, visto come un simbolo di una nuova generazione che unisce talento e carattere.

Un legame speciale con Parigi

La presenza di Panatta a Parigi non è casuale. Ha ricevuto una lettera d’invito dai direttori del torneo, Gilles Moretton e Amelie Mauresmo, che ha definito “una delle più belle mai ricevute”. Un grande onore che rinnova un legame profondo. Panatta ha ricordato di aver giocato il torneo una ventina di volte, ricevendo sempre il sostegno del pubblico francese. “Quel pubblico sa riconoscere le qualità non solo tennistiche, ma anche personali, e quando ti vede in difficoltà cerca di aiutarti. È un pubblico vivo”, ha detto, distinguendolo dall’atmosfera più formale di Wimbledon.