Si chiude con una grande delusione il rapporto tra Stan Wawrinka e lo US Open. Lo svizzero, che ha annunciato il ritiro dal tennis al termine della stagione, sperava di disputare per l’ultima volta il torneo che nel 2016 gli regalò uno dei momenti più importanti della sua carriera. La mancata assegnazione di una wild card, però, ha cambiato i piani del tre volte campione Slam.
Niente invito per l’ex numero 3 del mondo
A 41 anni Wawrinka non aveva una classifica sufficiente per entrare direttamente nel tabellone principale e contava su una wild card per prendere parte all’ultimo US Open della sua carriera. L’invito non è però arrivato e il tennista svizzero ha deciso di lasciare New York, facendo ritorno in patria.
Una scelta che ha messo fine al sogno di salutare il pubblico di Flushing Meadows nel torneo che dieci anni fa lo vide trionfare contro Novak Djokovic in una finale entrata nella storia.
Il messaggio d’addio alla città
Attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social, Wawrinka ha voluto ringraziare New York per tutto ciò che gli ha regalato nel corso della sua carriera.
Il campione svizzero ha ricordato il suo primo impatto con la metropoli americana nel 2005, quando arrivò da un piccolo villaggio agricolo della Svizzera e si trovò di fronte a una realtà completamente diversa per dimensioni, energia e atmosfera.
Nel corso degli anni, però, New York è diventata uno dei suoi luoghi preferiti al mondo, una città che lo ha messo alla prova e che gli ha permesso di vivere alcune delle emozioni più intense della sua carriera sportiva.
I ricordi di una carriera speciale
Nel suo messaggio, Wawrinka ha ripercorso i momenti che lo hanno legato allo US Open: le battaglie in campo, le sessioni serali concluse a notte fonda, il sostegno del pubblico e soprattutto il titolo conquistato nel 2016.
Lo svizzero lascia Flushing Meadows con un bilancio di 46 vittorie e 16 sconfitte, due semifinali raggiunte nel 2013 e nel 2015 e il trionfo che gli consegnò il terzo e ultimo Slam della carriera.
Il rammarico condiviso con Magnus Norman
Anche Magnus Norman, storico allenatore che ha accompagnato Wawrinka nei suoi più grandi successi, ha espresso il proprio dispiacere per l’epilogo della vicenda.
Il tecnico svedese ha spiegato come il team abbia fatto tutto il possibile per consentire al campione elvetico di disputare un ultimo torneo del Grande Slam a 41 anni, senza però riuscire nell’obiettivo. Un finale amaro che non cancella comunque i tanti ricordi costruiti insieme a New York nel corso degli ultimi tredici anni.
Per Wawrinka si chiude così un capitolo speciale della sua carriera: senza un ultimo match allo US Open, ma con l’affetto di una città che lo ha visto diventare campione e scrivere alcune delle pagine più belle della sua storia sportiva.




