Linda Noskova ritrova la spinta agonistica a New York dopo la sfida contro Aryna Sabalenka
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Linda Noskova ritrova la spinta agonistica a New York dopo la sfida contro Aryna Sabalenka

Linda Noskova analizza la sconfitta contro Aryna Sabalenka allo US Open, dichiarando di aver ritrovato la motivazione e l’energia per il prosieguo della stagione.

Linda Noskova è uscita dallo US Open nei quarti di finale, ma da New York porta via sensazioni diverse rispetto alle settimane successive a Wimbledon. La tennista ceca ha spinto Aryna Sabalenka fino al terzo set e, nella frazione decisiva, è arrivata anche ad avere un break di vantaggio prima di subire la rimonta della campionessa in carica.

La partita si è decisa sui dettagli. Sabalenka ha trovato il modo di ribaltare l’inerzia e ha chiuso il match con un ace di seconda sul matchpoint, giocato largo all’esterno: un colpo inatteso che ha messo fine alla sfida.

Noskova riparte da New York

Per la ceca, però, il risultato non è l’unico elemento da considerare. Il torneo le ha restituito una motivazione che sentiva di aver perso dopo Wimbledon. A New York ha ritrovato quella spinta necessaria per affrontare con maggiore convinzione le prossime settimane.

Nel corso della partita non sono mancati episodi particolari. Il tetto dell’Arthur Ashe Stadium è stato chiuso prima che uno scambio fosse terminato, ma Noskova non ha cercato alibi. Ha invece individuato alcuni passaggi tecnici che hanno pesato maggiormente sull’esito dell’incontro.

Tra questi c’è il primo tie-break, affrontato secondo la stessa giocatrice nel modo sbagliato. Contro Sabalenka, recuperare terreno è poi diventato complicato anche per la qualità del servizio e la solidità della bielorussa.

“È stata intelligente”

Noskova ha comunque sottolineato la qualità della giocata con cui Sabalenka ha chiuso l’incontro. «Ha tirato l’unico ace con la seconda palla di tutta la gara, è stata intelligente».

La sconfitta, dunque, non cambia il giudizio della ceca sul torneo appena concluso. Noskova ha spiegato di non voler dedicare troppo tempo né alle vittorie né alle sconfitte: l’obiettivo è ripartire rapidamente, portandosi dietro soprattutto le sensazioni positive ritrovate a New York.